Short story
Costantino Fortunato
A retelling of an old Italian tale, written down in sixteenth-century Venice, about a poor boy, a clever cat and a king's daughter.
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Words to know (11)
- la madia · kneading trough (for bread)
- la spianatoia · pastry board
- fatato · enchanted, magic
- la lepre · hare
- il fagiano · pheasant
- la pernice · partridge
- pettinare · to comb
- affamato · starving
- obbedire · to obey
- la novella · short story, tale
- lo stivale · boot
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In Boemia viveva una povera vedova che aveva tre figli. Quando morì, lasciò loro tutto quello che aveva: una per fare il pane, una e una gatta. Il figlio maggiore prese la il secondo la e al più piccolo, Costantino, rimase soltanto la gatta. “Che cosa me ne faccio di una gatta?”, si lamentò il ragazzo. Ma la gatta non era una gatta normale: era e sapeva parlare.
“Non preoccuparti, Costantino”, gli disse. “Ci penso io a te.” La gatta uscì nei campi, prese una grassa e la portò al palazzo del re. “Maestà”, disse, “il mio padrone, Costantino, vi manda questo regalo.” Il re, sorpreso, la ringraziò e le fece dare da mangiare. Da quel giorno, ogni settimana, la gatta portava al re un dono: una un delle E ogni volta parlava del suo padrone come di un signore ricchissimo.
Intanto la gatta si occupava anche di Costantino. Lo lavava, lo gli portava da mangiare dalla cucina del re. A poco a poco il ragazzo, che era sempre stato sporco e diventò un bel giovane. Un giorno la gatta gli disse: “Domani vai al fiume, togliti i vestiti e buttati in acqua. Al resto penso io.”
Costantino Mentre era nel fiume, la gatta cominciò a gridare con tutta la voce che aveva: “Aiuto! Aiuto! Il mio padrone Costantino sta annegando!” Il re, che passava di lì in carrozza con la figlia, fece fermare i cavalli e mandò i suoi servitori a salvarlo. “Dei ladri gli hanno rubato i vestiti!”, spiegò la gatta. Il re fece portare a Costantino degli abiti eleganti, e quando il ragazzo li indossò sembrava proprio un principe. La figlia del re si innamorò di lui al primo sguardo.
Il re decise di dargli la figlia in sposa. Dopo il matrimonio, gli sposi partirono per visitare le terre di Costantino. Ma Costantino non aveva terre! La gatta, allora, corse davanti alla carrozza. A tutti i contadini e pastori che incontrava diceva: “Se qualcuno vi chiede di chi sono questi campi, rispondete: di Costantino Fortunato. Altrimenti arriveranno dei soldati e vi uccideranno.” E tutti, spaventati, rispondevano così.
Alla fine la gatta arrivò a un castello bellissimo. Il padrone, un nobile signore, era morto da poco in viaggio, e nessuno lo sapeva ancora. La gatta disse ai servitori che il nuovo padrone era Costantino, e tutti l'accolsero con grande festa. Poco tempo dopo morì anche il vecchio re, e Costantino, marito della principessa, diventò re di Boemia.
Questa storia fu scritta a Venezia più di quattrocento anni fa da Giovan Francesco Straparola, in una raccolta di Molti anni più tardi, in Francia, un altro scrittore raccontò una storia molto simile, con un gatto che portava gli Ma la prima gatta furba della letteratura, dicono gli italiani, era la nostra.
Comprehension check
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1. What did Costantino inherit from his mother?
2. What did the cat bring to the king every week?
3. Why did the cat tell Costantino to jump into the river?
4. What does the last paragraph say about this story?