Short story
Il pan di Toni
A retelling of one of the Milanese legends about the birth of the panettone, the famous Christmas cake.
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Words to know (12)
- l'uvetta · raisins
- i canditi · candied fruit
- il capocuoco · head cook
- stanco morto · dead tired
- il bruciato · something burnt
- il garzone · kitchen boy, errand boy
- la legna · firewood
- lievitare · to rise (dough)
- dorato · golden
- il mormorio · murmur
- scettico · sceptical
- apposta · on purpose, specially
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A Natale, in tutte le case italiane, arriva in tavola il panettone: un dolce alto, morbido, pieno di e di Oggi lo mangiano in tutto il mondo, ma è nato a Milano. Come sia nato davvero, nessuno lo sa con certezza. Esistono però molte leggende, e la più famosa è quella di un ragazzo di cucina che si chiamava Toni.
Alla fine del Quattrocento, Milano era governata dalla famiglia Sforza. La sera della vigilia di Natale, nel castello del duca Ludovico, detto il Moro, si preparava un grande banchetto. C'erano nobili, ambasciatori, musicisti. Il aveva lavorato per giorni, e per finire la cena aveva preparato un dolce speciale, che doveva essere la sorpresa della serata.
Ma quella sera, nella confusione della cucina, il si addormentò un momento accanto al forno, stanco Quando si svegliò, sentì un odore di Aprì il forno: il dolce era nero come il carbone. Mancava meno di un'ora alla fine della cena. Il si mise le mani nei capelli. Se il duca avesse scoperto il disastro, l'avrebbe cacciato dal castello.
In un angolo della cucina c'era Toni, il più giovane dei quello che lavava i piatti e portava la Quella mattina, con quello che era avanzato, aveva preparato un pane dolce per sé: un po' di farina, del burro, delle uova, lo zucchero, e qualche pezzo di frutta Lo aveva lasciato tutto il giorno e l'aveva cotto. Era venuto alto e Timidamente, Toni si avvicinò al “Maestro, io avrei questo. Non è niente di speciale, ma forse...”
Il non aveva scelta. Prese il pane di Toni, lo mise su un vassoio d'argento e lo mandò in tavola. Poi aspettò dietro la porta, tremando. Nel salone ci fu un momento di silenzio, poi un e infine un applauso. Il duca e gli ospiti non avevano mai mangiato niente di così buono. Il duca fece chiamare il cuoco e gli chiese come si chiamasse quel dolce meraviglioso. Il cuoco, che era un uomo onesto, rispose: “È il pan di Toni.”
Da quel giorno, dice la leggenda, il “pan di Toni” diventò il dolce di Natale dei milanesi e, con il tempo, il suo nome si trasformò in “panettone”. Gli storici, naturalmente, sono secondo loro il nome viene semplicemente da “pane grande”. Ma a Milano la storia di Toni si racconta ancora ai bambini, ogni dicembre.
E c'è un'altra tradizione milanese legata al panettone. Il 3 febbraio, giorno di San Biagio, si mangia l'ultimo pezzo di panettone avanzato da Natale, che si è conservato Si dice che protegga la gola dai raffreddori per tutto l'anno. Perché, come Toni insegna, a Milano non si butta via niente.
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1. What happened to the head cook's special cake?
2. Who was Toni?
3. What do historians say about the name "panettone"?
4. Why do Milanese people eat the last piece of panettone on 3 February?