Short story
Il giorno della bora
A student from Sicily who has just moved to Trieste meets the city's famous wind, and the old neighbour who teaches her how to live with it.
Tap a dotted word for its meaning.
Words to know (11)
- il dottorato · PhD
- la bora · bora (cold north-east wind in Trieste)
- il portone · main door of a building
- gelido · icy, freezing
- teso · stretched, taut
- la raffica · gust (of wind)
- a braccetto · arm in arm
- riparato · sheltered
- il vassoio · tray
- la barca a vela · sailing boat
- il marinaio · sailor
Select any text to highlight it, or a word to translate it or save it to your flashcards.
Lucia era arrivata a Trieste da Siracusa a settembre, per fare un in fisica. Le avevano detto tante cose sulla città: che era elegante, che c'era il mare, che i caffè erano storici e che si parlavano molte lingue. Tutti, però, le avevano detto anche un'altra cosa, sempre con un sorriso strano: “Aspetta di conoscere la
Lucia non ci aveva dato molta importanza. Nella sua città il vento c'era, certo. Poi, una mattina di gennaio, ha aperto il del palazzo in cui abitava, a San Giusto, ed è stata quasi spinta indietro. Un vento fortissimo, scendeva dal Carso verso il mare. Gli alberi si piegavano, le persone camminavano curve, e una signora davanti a lei si teneva con tutte e due le mani a una corda lungo il marciapiede.
Lucia ha fatto tre passi ed è volato via l'ombrello. Poi è volato via il cappello. Poi, all'improvviso, una più forte delle altre l'ha fatta cadere seduta per terra, in mezzo alla strada in salita. Mentre cercava di rialzarsi, una mano l'ha presa per il braccio. Era il signor Bruno, il vicino del secondo piano, un uomo di settant'anni che lei aveva salutato solo un paio di volte sulle scale.
“Signorina, con la non si va da sola, la prima volta”, le ha detto, ridendo. “Venga con me.” L'ha accompagnata fino alla fermata dell'autobus tenendola a camminando vicino ai muri e fermandosi ogni volta che arrivava una Mentre aspettavano, le ha spiegato le regole: mai l'ombrello, sempre scarpe basse, e quando c'è forte, si cammina dal lato della strada dal vento.
Quella sera Lucia ha bussato alla porta del signor Bruno con un di cannoli che le aveva spedito la madre. Lui l'ha fatta entrare. La casa era piena di libri e di fotografie di barche a Il signor Bruno le ha raccontato che da giovane faceva il che conosceva il vento meglio delle persone, e che i triestini avevano un rapporto speciale con la “La odiamo e la amiamo. È lei che pulisce il cielo. Dopo la l'aria è così limpida che si vedono le Alpi.”
Da quel giorno, ogni volta che soffia la Lucia e il signor Bruno escono insieme. Lei gli porta la spesa, lui le insegna le parole del dialetto triestino. Lucia ha anche scoperto che la si può misurare, e ha deciso di studiarla per la sua tesi di
Ancora non le piace. Ma la mattina dopo una giornata di quando apre la finestra e vede il mare blu scuro e le montagne lontane con la neve, chiara come in una cartolina, capisce perché i triestini, quando lei si lamenta del vento, rispondono sempre nello stesso modo: “Eh, ma dopo, guarda che bel cielo.”
Comprehension check
0/4 answered
1. Why had Lucia moved to Trieste?
2. What was the woman in front of Lucia holding on to?
3. Which is one of the rules signor Bruno gave Lucia?
4. What is the good side of the bora, according to people in Trieste?