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Short story

La casa a un euro

A couple from Turin buys a ruined house for one euro in a nearly empty village in Irpinia, and discovers the real price of the deal.

Tap a dotted word for its meaning.

Words to know (12)
  • il bilocale · two-room flat
  • arroccato · perched (on a hill)
  • ristrutturare · to renovate
  • l'impianto elettrico · electrical wiring
  • la civetta · little owl
  • il geometra · surveyor
  • abitabile · habitable, liveable
  • la calce · lime, mortar
  • il mattone · brick
  • farsi vivo · to turn up, get in touch
  • il muratore · builder, bricklayer
  • brindare · to toast (with a drink)

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Tutto è cominciato con un articolo letto su internet una domenica mattina: “Case in vendita a un euro in un paese dell'Irpinia.” Paolo ha girato il telefono verso sua moglie Anna. “Guarda. Un euro. Meno di un caffè.” Anna ha riso. Abitavano a Torino, in un in affitto, e lavoravano tutti e due da casa per un'azienda di informatica. “E chi ci va a vivere in Irpinia?”, ha chiesto. Tre mesi dopo, erano lì.

Il paese era piccolo, su una collina tra i boschi. Negli anni Cinquanta aveva tremila abitanti; adesso ne aveva meno di quattrocento, quasi tutti anziani. Molti erano emigrati in America, in Germania o al Nord, e le loro case erano rimaste vuote. Il Comune aveva deciso di venderle a un euro, con una condizione: chi le comprava doveva entro tre anni.

La casa che hanno scelto aveva due piani, i muri di pietra e una vista meravigliosa sulla valle. Aveva anche un tetto che lasciava passare la pioggia, nessun elettrico e una famiglia di che abitava in soffitta. Il del paese, un uomo gentile che si chiamava Raffaele, ha fatto i conti: per renderla servivano almeno sessantamila euro. “Un euro per la casa”, ha detto, “e sessantamila per il resto.”

I primi mesi sono stati durissimi. Paolo e Anna abitavano in una stanza in affitto sopra il bar, lavoravano al computer con una connessione che andava e veniva, e passavano i fine settimana tra e Più di una volta Anna ha pensato di tornare a Torino. “Forse abbiamo fatto una sciocchezza”, diceva la sera. Paolo non rispondeva, ma lo pensava anche lui.

Quello che non avevano previsto erano gli abitanti. Il primo a farsi è stato zio Ciccio, un in pensione di settantotto anni, che un sabato è arrivato con i suoi attrezzi e ha cominciato a lavorare senza chiedere niente. Poi è arrivata la signora Filomena, che portava ogni giorno un piatto di pasta e fagioli. Poi i fratelli Iannaccone, che sapevano riparare i tetti. In cambio volevano solo una cosa: compagnia, e qualcuno che li ascoltasse.

Dopo due anni, la casa era finita. I soldi spesi erano stati meno del previsto, grazie all'aiuto di tutti. Il giorno dell'inaugurazione hanno invitato l'intero paese, e sono venute quasi tutte le quattrocento persone. Hanno mangiato, ballato e fino a tardi sulla terrazza che guardava la valle.

Oggi nel paese ci sono altre sei case vendute a un euro: due a famiglie di Milano, una a una coppia olandese, tre a giovani del posto che erano partiti e sono tornati. Anna ha aperto un piccolo ufficio di coworking nella vecchia scuola elementare. E qualche settimana fa, per la prima volta dopo dodici anni, nel paese è nato un bambino. È il figlio di Paolo e Anna.

Comprehension check

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1. What was the condition for buying a house for one euro?

2. According to the surveyor, how much was really needed to make the house liveable?

3. What did the old villagers want in exchange for their help?

4. What important event happened in the village at the end?