Short story
La prima neve ad Aosta
A nurse from Palermo transferred to a hospital in the Aosta Valley sees snow for the first time, and learns that mountains can be warm too.
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Words to know (11)
- il giubbotto · jacket
- il concorso pubblico · public-sector competitive exam
- surgelato · frozen (food)
- il sentiero · path, trail
- il reparto · hospital ward
- antipatico · unpleasant, unfriendly
- il turno · shift
- il fiocco di neve · snowflake
- lo scarpone · (mountain) boot
- la fonduta · cheese fondue
- spalancato · wide open
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Rosalia aveva ventotto anni e non aveva mai visto la neve. Era nata e cresciuta a Palermo, dove d'inverno si va in giro con il leggero e la domenica, a volte, si mangia ancora al mare. Quando, dopo il pubblico, le hanno offerto un posto da infermiera all'ospedale di Aosta, sua madre ha pianto per tre giorni. “Ma lassù fa freddo! Non conosci nessuno! E come parlano?”
Rosalia è partita a ottobre, con due valigie e una scatola di arancini che la madre aveva preparato “per i primi giorni”. Ha trovato un piccolo appartamento in centro, vicino all'Arco d'Augusto. Dalla finestra si vedevano le montagne, altissime, già bianche in cima. Le prime settimane si sentiva molto sola. La gente era gentile, ma riservata. Al lavoro tutti si conoscevano da anni e, nelle pause, parlavano di sci e di cose di cui lei non sapeva niente.
In lavorava con un'infermiera più anziana, Ornella, una donna valdostana di poche parole, con le guance rosse e le mani forti. All'inizio Rosalia pensava che fosse Ornella non sorrideva mai, la correggeva spesso e le diceva frasi brevi: “Così no. Così sì.” Rosalia, la sera, telefonava alla madre e si lamentava. “Qui sono tutti freddi come il clima.”
Poi, una notte di fine novembre, durante il di notte, Ornella l'ha chiamata alla finestra del corridoio. “Vieni a vedere.” Fuori, nella luce dei lampioni, cadevano i primi di neve. Lenti, grandi, silenziosi. Rosalia è rimasta immobile, con il naso contro il vetro, come una bambina. Ornella la guardava. “È la prima volta?”, ha chiesto. Rosalia ha fatto sì con la testa, e le sono venute le lacrime agli occhi senza sapere perché.
Alla fine del alle sei del mattino, Ornella non l'ha lasciata tornare a casa da sola. L'ha portata in un bar che apriva presto, le ha offerto una cioccolata calda e poi l'ha accompagnata a comprare un paio di veri. “Con quelle scarpe da città, ti rompi una gamba”, ha detto. Era la frase più lunga che le avesse mai detto.
Da quel giorno sono diventate amiche. Ornella le ha insegnato a camminare sul ghiaccio, a sciare, a mangiare la e a riconoscere le montagne dai loro nomi. Rosalia le ha insegnato a fare gli arancini e le ha raccontato del mare, delle feste di Santa Rosalia, del caos allegro dei mercati di Palermo. Ornella, che non era mai scesa più a sud di Roma, l'ha ascoltata con gli occhi
L'estate successiva, per le ferie, Rosalia è tornata a Palermo. Non da sola: con lei c'era Ornella, che vedeva il mare della Sicilia per la prima volta. Quando è entrata in acqua, ha detto soltanto: “Così sì.” E poi, per la prima volta da quando la conosceva, Rosalia l'ha vista ridere.
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1. Why did Rosalia move to Aosta?
2. What did Rosalia think of Ornella at first?
3. What did Ornella do after their night shift?
4. What happened the following summer?