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Short story

La gara del tiramisù

In Treviso, a shy accountant enters a tiramisù competition with her late grandmother's recipe and finds herself up against a famous chef.

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Words to know (12)
  • la gara · competition
  • la questione d'onore · matter of honour
  • la dichiarazione dei redditi · tax return
  • l'avvertenza · warning, note
  • iscrivere · to enter, sign up
  • il concorrente · competitor, contestant
  • il savoiardo · ladyfinger biscuit
  • il grembiule · apron
  • la giuria · jury, judges
  • la teglia · baking dish
  • spolverato · dusted, sprinkled
  • il pasticcere · pastry chef

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A Treviso, ogni anno in autunno, si organizza una di tiramisù. Non è una qualsiasi: in città sono tutti convinti che il tiramisù sia nato proprio lì, in un ristorante del centro, negli anni Sessanta o Settanta. In Friuli, naturalmente, dicono che sia nato da loro, e la discussione va avanti da anni. Ma a Treviso nessuno ha dubbi, e vincere la è una d'onore.

Silvia faceva la commercialista in uno studio vicino alle mura. Era una donna precisa e silenziosa, che passava le giornate tra fatture e dei Nessuno, in ufficio, immaginava che sapesse cucinare. In realtà, ogni domenica preparava il tiramisù seguendo la ricetta della nonna Elda: un quaderno a quadretti con la scrittura tremante e sottolineata due volte: “Il caffè deve essere amaro e freddo. Mai caldo, mai dolce.”

Fu la sua collega Patrizia a alla senza dirglielo. Quando Silvia lo scoprì, si arrabbiò moltissimo. “Ma sei matta? Io non cucino davanti alla gente!” Patrizia sorrise. “Troppo tardi. L'iscrizione non si può cancellare. E poi, se tua nonna fosse ancora viva, sarebbe orgogliosa di te.” Silvia non rispose. Quella notte, però, tirò fuori dal cassetto il quaderno della nonna e lo rilesse da capo.

Il giorno della in piazza dei Signori, c'erano più di cinquanta ognuno al suo tavolo, con le uova, il mascarpone, i e il cacao. C'erano casalinghe, studenti, pensionati, e perfino uno chef famoso della televisione, con il bianco e il suo nome ricamato sopra. I fotografi giravano intorno a lui. Silvia, al tavolo accanto, aveva le mani che tremavano così tanto che le cadde un uovo per terra.

Lo chef la vide e, invece di ridere, le passò uno dei suoi. “Tranquilla”, le disse. “Anche io la prima volta ho rotto mezza cucina.” Poi guardò il suo quaderno e chiese: “Ricetta di famiglia?” Silvia annuì. “Mia nonna. Lei diceva che il segreto è la pazienza: il tiramisù va lasciato riposare in frigo almeno sei ore. Ma oggi ne abbiamo soltanto due.” Lo chef sospirò. “Lo so. È il problema di tutte le

Quando la passò ai tavoli, assaggiò cinquanta tiramisù diversi. Alcuni erano decorati con fiori, altri serviti in bicchieri eleganti, altri ancora reinventati con frutti di bosco o pistacchio. Quello di Silvia era semplice, in una di vetro, con il cacao in modo irregolare. Il presidente della un vecchio ne prese un cucchiaio, chiuse gli occhi e rimase in silenzio per qualche secondo. Poi chiese: “Chi le ha insegnato a farlo così?”

Silvia non vinse il primo premio, che andò a un giovane di Conegliano. Arrivò seconda, davanti allo chef famoso, che fu il primo ad applaudirla. Ma la cosa più bella successe dopo. Il vecchio della si avvicinò e le disse che, cinquant'anni prima, aveva lavorato in un ristorante di Treviso con una cameriera di nome Elda, che gli portava ogni domenica un tiramisù fatto in casa. “Il caffè freddo e amaro”, disse, sorridendo. “Me lo ricordo ancora.”

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1. Why is winning the competition so important in Treviso?

2. What was grandmother Elda's main rule?

3. How did the famous chef react when Silvia dropped an egg?

4. What did the old pastry chef on the jury reveal?