Short story
La chiave del nonno
In Bologna, Giulia inherits an old key from her grandfather, and nobody in the family knows what it opens.
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Words to know (12)
- l'indovinello · riddle
- l'indizio · clue
- la soffitta · attic
- il baule · trunk, chest
- il fabbro · locksmith, blacksmith
- la cantina · cellar
- la portinaia · concierge, caretaker (woman)
- arrugginito · rusty
- la ragnatela · cobweb
- l'etichetta · label
- stappare · to uncork
- la goccia · drop
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Quando il nonno Arturo è morto, a novantadue anni, ha lasciato a ciascun nipote qualcosa di suo. A Lorenzo ha lasciato l'orologio d'oro, a Chiara i libri di storia, e a Giulia, la più piccola, una vecchia chiave di ferro dentro una busta. Sulla busta c'era scritto soltanto: “Per Giulia. Cerca bene.”
Giulia aveva ventisei anni e lavorava come grafica in uno studio vicino a piazza Maggiore. Non era sicura che fosse uno scherzo. Il nonno amava gli e, quando lei era bambina, le nascondeva le caramelle in giro per la casa e le lasciava piccoli biglietti con gli “Credo che voglia farmi giocare un'ultima volta”, ha detto alla madre. La madre ha alzato le spalle: “Può darsi. Tuo nonno non faceva mai niente per caso.”
Per due settimane Giulia ha provato la chiave dappertutto. Ha provato la porta della i cassetti della scrivania, il vecchio in camera da letto. Niente. Allora ha chiesto aiuto a un di via del Pratello, un signore con le mani nere e gli occhiali sulla punta del naso. Lui ha guardato la chiave a lungo. “È una chiave da ha detto alla fine. “Di quelle che si usavano negli anni Sessanta, nei palazzi del centro.”
La sera stessa Giulia è andata nel palazzo di via Saragozza dove i nonni avevano abitato prima di trasferirsi in periferia. La una donna anziana e curiosa, si ricordava benissimo del signor Arturo. “Le sono giù, in fondo alle scale. La sua era la numero sette, mi pare. Nessuno l'ha più aperta da anni.”
La serratura era ma la chiave è entrata e, con un po' di pazienza, ha girato. Dentro c'erano una bicicletta senza ruote e, su uno scaffale, una fila di bottiglie di vino coperte di polvere. Ogni bottiglia aveva scritta a mano. Giulia ne ha presa una e ha letto: “Lambrusco, 1998. Nascita di Giulia.” Era l'anno in cui era nata lei.
Sotto lo scaffale c'era un'altra busta. Dentro, il nonno aveva scritto: “Ogni volta che è nato un nipote, ho messo da parte una bottiglia. Le altre le ho già bevute con i tuoi cugini, ma questa è tua. Aprila quando avrai qualcosa di importante da festeggiare. E non bisogna che sia una cosa grande: basta che sia tua.”
Giulia è rimasta seduta sui gradini della per molto tempo, con la bottiglia tra le mani. Poi è tornata a casa e l'ha messa in alto, sulla libreria. Tre mesi dopo, quando ha aperto il suo piccolo studio di grafica, ha invitato tutta la famiglia e ha il Lambrusco. Era diventato quasi aceto, e tutti hanno riso. Ma Giulia l'ha bevuto fino all'ultima
Comprehension check
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1. Why did Giulia think the key might be a game?
2. What did the locksmith say about the key?
3. What was special about the bottle Giulia found?
4. When did Giulia finally open the bottle?