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Opinion column

Elogio del treno regionale

A columnist argues that the slow regional train, with its delays and strangers, teaches us more about Italy than any high-speed line.

Tap a dotted word for its meaning.

Words to know (11)
  • il vizio · vice, bad habit
  • ingrato · ungrateful
  • sfocato · blurred
  • la paletta · signal paddle (of a stationmaster)
  • per diletto · for pleasure
  • il pendolare · commuter
  • insidioso · insidious, tricky
  • lo spreco · waste
  • trascorrere · to spend (time)
  • scorrere · to flow, slide past
  • concedersi · to allow oneself

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Confesso di avere un che molti amici considerano incomprensibile: quando posso scegliere, prendo il regionale. Non per risparmiare, o non soltanto, ma per una ragione più difficile da spiegare. Sul Frecciarossa si va da Milano a Roma in tre ore, seduti in poltrone di pelle, con il wi-fi e il caffè portato al posto. È un miracolo dell'ingegneria, e sarei se non lo riconoscessi. Ma è anche un viaggio che non esiste: si sale in una città, si scende in un'altra, e quello che c'è in mezzo resta un paesaggio dietro il finestrino.

Il regionale, invece, si ferma. Si ferma dappertutto, anche dove sembrerebbe che non ci sia nessun motivo per fermarsi: stazioni di campagna con il nome scritto in caratteri antichi, una panchina, un oleandro, un capostazione che saluta con la E a ogni fermata sale qualcuno. È questo, mi pare, il suo vero valore. Il treno veloce trasporta passeggeri; il treno lento trasporta un paese intero.

In un solo viaggio da Bologna a Rimini, qualche settimana fa, ho ascoltato due signore discutere con grande competenza della riforma delle pensioni, uno studente ripetere ad alta voce gli articoli della Costituzione per l'esame del giorno dopo, e un muratore albanese spiegare al telefono, in un italiano perfetto con accento romagnolo, come si prepara la piadina. Se avessi preso l'alta velocità, non avrei sentito nessuna di queste voci. E non avrei capito, forse, che l'Italia di cui si parla nei talk show esiste soltanto lì.

So bene quali sono le obiezioni. Il regionale è spesso in ritardo, a volte sporco, d'estate l'aria condizionata non funziona e d'inverno il riscaldamento funziona troppo. Chi lo prende ogni giorno per andare a lavorare non ha nessuna voglia di sentirne fare l'elogio da un giornalista che lo usa per Hanno ragione, e sarebbe ora che le regioni investissero nei treni dei almeno una parte di quello che si è investito nell'alta velocità. Il fatto che io ami il treno lento non significa che debba restare scomodo.

Ma c'è un'altra obiezione, più che vorrei contestare: quella secondo cui la lentezza sarebbe, in sé, uno Viviamo in un'epoca che misura tutto in minuti risparmiati, come se il tempo a guardare fuori dal finestrino fosse tempo perso. Eppure è proprio in quei minuti che, a volte, ci vengono le idee migliori. Non a caso, molti scrittori hanno dichiarato di aver concepito i loro libri in treno, mentre il paesaggio e il pensiero, finalmente libero, andava dove voleva.

Non propongo, naturalmente, di abolire il Frecciarossa. Propongo qualcosa di più modesto: che ogni tanto, quando non abbiamo fretta, ci un viaggio senza scopo, su un treno che si ferma in paesi di cui non conosciamo nemmeno il nome. Scendiamo a caso, beviamo un caffè al bar della stazione, ripartiamo con il treno dopo. Scopriremo che l'Italia è molto più grande di quanto sembri dall'alta velocità. E che, a volte, arrivare tardi è il modo migliore per arrivare davvero.

Comprehension check

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1. What does the writer say about the high-speed journey?

2. According to the writer, what is the real value of the regional train?

3. Which objection does the writer accept?

4. What does the writer propose at the end?