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Travel writing

Il lago d'Orta

A quiet weekend on the small lake in Piedmont that most travellers miss, with an island of silence in the middle.

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Words to know (11)
  • il traghetto · ferry
  • prealpino · of the Alpine foothills
  • il platano · plane tree
  • minuscolo · tiny
  • di clausura · cloistered (nuns)
  • il motoscafo · motorboat
  • sbarcare · to land, disembark
  • imboccare · to take (a road)
  • il pulpito · pulpit
  • galleggiare · to float
  • il pesce persico · perch (fish)

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Quando si parla dei laghi del Nord Italia, tutti pensano al lago di Como, al lago Maggiore, al lago di Garda, con le loro ville famose e i loro affollati. Pochi conoscono il lago d'Orta, il più occidentale dei laghi nascosto tra le colline del Piemonte a poco più di un'ora da Milano. È piccolo, lungo circa tredici chilometri, e forse proprio per questo è rimasto fuori dalle rotte del turismo di massa. Chi ci va, di solito, ci torna.

Il cuore del lago è Orta San Giulio, un borgo di case color pastello affacciate sull'acqua. Ci sono arrivato un venerdì sera di ottobre, quando i pochi turisti della giornata se n'erano già andati. La piazza principale, piazza Motta, si apre direttamente sul lago, con un piccolo porticciolo, i e un palazzo del Cinquecento sostenuto da colonne, dove un tempo si riuniva la comunità. Mi sono seduto a un tavolino all'aperto e, per la prima volta dopo settimane, non ho sentito il bisogno di guardare il telefono.

Di fronte alla piazza, a poche centinaia di metri dalla riva, emerge dall'acqua l'isola di San Giulio. È la si gira a piedi in dieci minuti. Secondo la leggenda, nel IV secolo un santo venuto dalla Grecia, Giulio, la raggiunse navigando sul proprio mantello, e la liberò dai serpenti e dai draghi che l'abitavano. Oggi sull'isola ci sono una basilica romanica, alcune case antiche e un grande monastero di monache benedettine di

Ci si arriva con un piccolo che parte ogni quarto d'ora dalla piazza. Appena si l'unica strada dell'isola, che fa il giro completo e torna al punto di partenza. La chiamano “la via del silenzio”. Lungo il percorso, appesi ai muri del monastero, si leggono dei cartelli con brevi frasi di meditazione, in italiano e in altre lingue: “Ascolta l'acqua, il vento, i tuoi passi”, “Nel silenzio accogli tutto”. Non le ho prese come una lezione, ma come un invito. Ho camminato lentamente, senza parlare, come facevano tutti intorno a me.

Nella basilica, tra affreschi di diverse epoche, c'è un di pietra scura del XII secolo, decorato con figure di animali fantastici, considerato uno dei capolavori del romanico in Piemonte. Una signora del posto, seduta su una panca, mi ha spiegato che sull'isola vivono ormai pochissime persone oltre alle monache, e che d'inverno, quando la nebbia copre il lago, l'isola sembra nel nulla.

Il giorno dopo sono salito al Sacro Monte, la collina boscosa alle spalle del paese. Lungo un sentiero tra faggi e castagni si incontrano una ventina di cappelle, costruite tra il Cinquecento e il Settecento, ciascuna dedicata a un episodio della vita di San Francesco e decorata con affreschi e statue di terracotta a grandezza naturale. Insieme ad altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, fa parte del patrimonio UNESCO. Dall'ultima cappella, tra gli alberi, si vede tutto il lago, con l'isola al centro come una nave ferma.

La sera, prima di ripartire, ho mangiato in una trattoria sul lungolago un risotto con il pesce e un formaggio di capra delle valli vicine. Il proprietario, saputo che venivo da Milano, mi ha detto: “Qui la gente viene per riposarsi da qualcosa. Ma il lago, se lo lasci fare, ti insegna a riposarti e basta.” Sono tornato in città con la sensazione di aver dormito, per due giorni, a occhi aperti.

Comprehension check

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1. Why, according to the writer, is Lake Orta less known?

2. What is "la via del silenzio"?

3. What can you find at the Sacro Monte?

4. What did the trattoria owner say about the lake?