Opinion column
Imparare l'italiano da adulti
An Italian teacher of adult learners explains what her students teach her about her own language, and why mistakes deserve more respect.
Tap a dotted word for its meaning.
Words to know (11)
- la badante · live-in carer
- il rifugiato · refugee
- fondersi · to merge
- a modo suo · in one's own way
- ripassare · to revise, brush up on
- casuale · random
- omettere · to leave out
- sforzarsi · to make an effort
- l'appello · appeal
- il connazionale · fellow citizen
- la bacheca · noticeboard
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Da quindici anni insegno italiano a stranieri adulti, in una scuola serale di Torino. I miei studenti vengono da ogni parte del mondo: ingegneri brasiliani, ucraine, afghani, pensionati americani innamorati della Toscana, ragazze cinesi che studiano al conservatorio. Hanno età, storie e motivazioni diverse. Ma, dopo qualche settimana di lezione, tutti mi fanno la stessa domanda, con lo stesso tono un po' disperato: “Prof, ma perché l'italiano è così difficile?”
La prima risposta che do, ogni volta, è una verità che noi italiani tendiamo a dimenticare: lo è davvero. Non è vero che l'italiano sia “facile perché si scrive come si pronuncia”. Questo vale per la pronuncia, appunto, ma la grammatica è un'altra storia. Ci sono gli articoli, che cambiano a seconda della lettera con cui comincia la parola successiva, e le preposizioni articolate, che si con loro. Ci sono i pronomi, che si attaccano ai verbi e tra di loro, formando piccoli mostri come “gliel'ho detto”. E poi c'è il congiuntivo, che metà degli italiani stessi usa a suo.
Proprio per questo, insegnare l'italiano a un adulto mi ha costretta a guardare la mia lingua con occhi nuovi. Quando una studentessa colombiana mi ha chiesto perché si dica “sono andata” ma “ho mangiato”, mi sono resa conto di non averci mai pensato. Lo sapevo, ma non sapevo perché. E quando un signore egiziano mi ha domandato perché “la mano” sia femminile se finisce in -o, ho dovuto andare a la storia del latino. I miei studenti sono stati, per me, i migliori insegnanti di italiano.
C'è un'altra cosa che ho imparato: gli errori degli adulti non sono mai Quando un inglese dice “sono ventotto anni” invece di “ho ventotto anni”, non sta sbagliando a caso: sta traducendo dalla sua lingua, con una logica precisa. Quando un cinese gli articoli, lo fa perché nella sua lingua non esistono. Ogni errore racconta una storia, la storia di come un'altra lingua organizza il mondo. Un insegnante che corregge senza ascoltare quella storia perde metà del suo lavoro.
Eppure, troppo spesso, gli adulti che imparano l'italiano vengono trattati come bambini. Negli uffici pubblici, nei negozi, perfino tra amici, capita di vedere italiani che rispondono in inglese a chi si di parlare la loro lingua, oppure che correggono ogni errore con impazienza, o, peggio ancora, che ridono. Non lo fanno con cattiveria, ma l'effetto è devastante. Molti dei miei studenti mi hanno confessato che, dopo un'esperienza del genere, per settimane non hanno più avuto il coraggio di aprire bocca.
Vorrei quindi fare un ai miei Quando uno straniero vi parla in un italiano imperfetto, non passate subito all'inglese. Rispondete in italiano, lentamente, con parole semplici. Se sbaglia, ripetete la frase corretta senza farne un dramma. E ricordatevi che quella persona sta facendo una cosa che la maggior parte di noi non ha mai fatto: vivere, lavorare, innamorarsi, litigare, in una lingua che non è la sua. Merita rispetto, non compassione.
A fine anno, durante l'ultima lezione, chiedo sempre ai miei studenti di scrivere una frase sulla lingua italiana. Quest'anno una signora ucraina, che fa la a un anziano professore in pensione, ha scritto: “L'italiano è difficile, ma il mio signore dice che io parlo meglio di suo nipote.” Ho riso, poi l'ho appesa in Credo che sia la miglior lezione di grammatica che abbia mai letto.
Comprehension check
0/4 answered
1. Does the writer think Italian is easy?
2. What has teaching adults done for the writer?
3. What does the writer say about adults' mistakes?
4. What does the writer ask Italians to do?