Travel writing
Sulla via Francigena
Five days on foot along the ancient pilgrims' road through southern Tuscany, from Siena to the edge of Lazio.
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Words to know (11)
- il pellegrinaggio · pilgrimage
- valicare · to cross (mountains)
- il tratto · stretch, section
- la credenziale · pilgrim's passport
- l'aratura · ploughing
- il filare · row (of trees or vines)
- il casolare · farmhouse
- la vasca · pool, basin
- dolorante · aching, sore
- la vescica · blister
- la sagoma · outline, silhouette
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Nel Medioevo, chi voleva andare in a Roma dall'Europa del Nord percorreva la via Francigena, una rete di strade che partiva da Canterbury, in Inghilterra, attraversava la Francia e la Svizzera, le Alpi e scendeva lungo tutta l'Italia. Erano necessari mesi di cammino, tra pericoli di ogni tipo. Oggi la via è stata riscoperta e segnalata, e ogni anno migliaia di persone la percorrono, in tutto o in parte, per motivi religiosi, sportivi o semplicemente per il desiderio di rallentare. Io ne ho scelto il che molti considerano il più bello: da Siena a Radicofani, nel cuore della Toscana meridionale.
Sono partito da Siena all'alba, uscendo da Porta Romana con lo zaino in spalla e la del pellegrino in tasca: un piccolo libretto su cui, a ogni tappa, si fa mettere un timbro da chiese, ostelli o bar. Il primo giorno il cammino attraversa le Crete Senesi, un paesaggio di colline argillose, morbide e quasi nude, che cambiano colore con le stagioni: verdi in primavera, gialle d'estate, grigie in autunno, dopo Ci sono pochissimi alberi, qualche cipresso isolato in cima a una collina, e un silenzio rotto soltanto dal vento e dal rumore dei propri passi.
Il secondo giorno sono arrivato a San Quirico d'Orcia, un borgo medievale con una splendida collegiata romanica. Da lì comincia la Val d'Orcia, forse la campagna più fotografata d'Italia, patrimonio dell'UNESCO. Chi l'ha vista sulle cartoline o nei film riconosce subito le strade bianche che salgono tra i campi, i di cipressi, i di pietra isolati sulle colline. Camminandoci dentro, però, la sensazione è diversa: non si guarda un quadro, ci si entra. Le colline, viste da vicino, sono fatte di fatica, di contadini che le hanno lavorate per secoli.
A Bagno Vignoni ho fatto la sosta più insolita del viaggio. Il centro del paese non è una piazza, ma una grande rettangolare piena di acqua termale calda, che fuma nelle mattine fredde. Era usata fin dal tempo dei Romani, e nel Medioevo i pellegrini si fermavano qui a curare i piedi Oggi nella centrale non si può fare il bagno, ma poco più in basso, nel parco dei Mulini, l'acqua scorre in piccoli canali tra le rocce, e ho potuto immergere i piedi per un'ora. Pochi momenti, nella mia vita, sono stati così vicini alla felicità.
Lungo il cammino ho incontrato altri pellegrini. Una coppia di pensionati olandesi partiti a piedi da casa loro cinque mesi prima. Un ragazzo di Bari che aveva appena perso il lavoro e voleva “capire che cosa fare da grande”. Una suora brasiliana di settant'anni che camminava più veloce di tutti. La sera, negli ostelli, si cenava insieme, ognuno con la sua lingua, e si parlava di di tappe, ma anche di cose che di solito non si raccontano agli sconosciuti. Il cammino, mi ha detto la suora, rende le persone sincere, perché le rende stanche.
L'ultima tappa, la più dura, sale fino a Radicofani, un paese arroccato su una collina vulcanica a più di ottocento metri, dominato dai resti di una fortezza. La salita è lunga ed esposta al sole, e le gambe, dopo cinque giorni, cominciavano a protestare. Ma dall'alto della rocca, al tramonto, si vedeva tutto il percorso fatto: le Crete, la Val d'Orcia, il monte Amiata, e lontano, quasi invisibile, la di Siena. È una sensazione strana, vedere in un solo sguardo cinque giorni della propria vita.
Non sono arrivato fino a Roma: mi mancavano ancora quasi duecento chilometri. Ma ho capito perché, per secoli, tante persone hanno affrontato questo cammino. Non per la meta, forse, ma per quello che succede lungo la strada. Ho messo l'ultimo timbro sulla e ho promesso a me stesso di tornare, un giorno, a completare il viaggio.
Comprehension check
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1. What is the "credenziale del pellegrino"?
2. How does the writer describe the experience of walking in the Val d'Orcia?
3. What is unusual about Bagno Vignoni?
4. According to the nun, why does the walk make people sincere?