Reportage
Italiani senza cittadinanza
Young people born and raised in Italy to foreign parents talk about growing up Italian in everything but their documents.
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Words to know (11)
- marcato · strong, marked
- la discendenza · descent
- a patto di · provided that
- risiedere · to reside
- la naturalizzazione · naturalisation
- il permesso di soggiorno · residence permit
- la questura · police headquarters (immigration office)
- acceso · heated
- il vittimismo · self-pity, playing the victim
- il giuramento · oath
- il funzionario · official
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Amina ha ventun anni, parla con un accento bresciano, tifa per l'Atalanta e, quando è nervosa, mangia i casoncelli della sua vicina di casa. È nata a Brescia, ha frequentato tutte le scuole a Brescia e studia Giurisprudenza a Milano. Sul suo passaporto, però, c'è scritto un altro paese: il Marocco, dove sono nati i suoi genitori e dove lei è stata in tutto quattro volte, in vacanza. “Per lo Stato italiano”, dice sorridendo, “io sono una straniera che vive qui da ventun anni.”
Storie come la sua sono centinaia di migliaia. In Italia la cittadinanza si trasmette principalmente per è italiano chi ha almeno un genitore italiano. Chi nasce sul territorio da genitori stranieri, invece, non diventa automaticamente cittadino. Può chiederlo al compimento dei diciotto anni, a di aver legalmente in Italia senza interruzioni dalla nascita, e deve farlo entro un anno. Altrimenti, la strada è quella della che richiede anni di residenza e una procedura spesso lunga.
Per molti di questi ragazzi, che i sociologi chiamano “seconde generazioni”, la questione non è soltanto burocratica. Riguarda la vita quotidiana. Senza cittadinanza, racconta Amina, non poteva partecipare alle gite scolastiche in certi paesi extraeuropei senza un visto, e ogni volta doveva rinnovare il permesso di in in file di ore. Kevin, ventiquattro anni, nato a Roma da genitori filippini, ricorda di non essere potuto entrare nella nazionale giovanile di atletica, nonostante i suoi tempi fossero tra i migliori d'Italia. “Correvo per la mia città, ma non per il mio paese.”
C'è poi una dimensione più profonda, che riguarda l'identità. Molti raccontano di sentirsi “troppo stranieri per l'Italia e troppo italiani per il paese dei genitori”. Lin, ventidue anni, nata a Prato da una famiglia cinese, ha imparato il mandarino da adulta, all'università. “Quando vado in Cina, mi chiamano l'italiana. Quando torno qui, al controllo passaporti, mi mettono nella fila degli stranieri.” Lo dice senza rabbia, ma con una certa stanchezza. “Vorrei soltanto che la carta dicesse quello che sono.”
Il tema è da anni al centro di un dibattito politico. C'è chi propone di riconoscere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori residenti da tempo, e chi vorrebbe legarla al completamento di un ciclo scolastico, il cosiddetto “ius scholae”. Altri ritengono che l'attuale sistema sia giusto e che la cittadinanza debba restare il punto di arrivo di un percorso di integrazione, non il punto di partenza. Le proposte di riforma sono state discusse più volte in Parlamento, senza che si arrivasse a una conclusione.
Nel frattempo, molti di questi giovani hanno deciso di non aspettare. Hanno fondato associazioni, organizzano incontri nelle scuole, raccontano le loro storie sui social con ironia e senza Alcuni sono diventati scrittori, attori, giornalisti, e la loro presenza sta cambiando, lentamente, l'immagine che l'Italia ha di se stessa. “Non chiediamo un favore”, dice Kevin. “Chiediamo di essere riconosciuti per quello che siamo già.”
Amina, alla fine, ha ottenuto la cittadinanza a diciannove anni, dopo una pratica durata quasi un anno. Il giorno del in Comune, c'erano i genitori, la vicina di casa con un vassoio di casoncelli e le amiche del liceo. Quando il le ha chiesto di ripetere la formula, le è tremata la voce. “Era una cosa che sapevo già”, racconta. “Ma sentirla dire ad alta voce, davanti a tutti, è stato diverso. È stato come tornare a casa senza essersene mai andata.”
Comprehension check
0/4 answered
1. How is Italian citizenship mainly transmitted?
2. What could someone born in Italy to foreign parents do at eighteen?
3. What does Lin mean by her experience at passport control?
4. How did Amina describe the citizenship ceremony?