Reportage
La notte del mercato
A night spent at Milan's wholesale fruit and vegetable market, where the city's food arrives while everyone else is asleep.
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Words to know (11)
- all'ingrosso · wholesale
- il capannone · shed, warehouse
- lo spreco · waste
- rionale · neighbourhood (adjective)
- il carrello elevatore · forklift
- impilato · stacked
- la maturazione · ripeness
- il fruttivendolo · greengrocer
- trattare · to haggle, negotiate
- marcio · rotten
- ammaccato · bruised (fruit)
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Alle due di notte, quando Milano dorme e anche gli ultimi locali dei Navigli hanno abbassato le serrande, nella zona sud-est della città c'è un quartiere che si sveglia. È il mercato dell'ortofrutta, che i milanesi chiamano semplicemente “l'Ortomercato”: decine di centinaia di operatori, un via vai di camion che arrivano da tutta Europa. Qui passa gran parte della frutta e della verdura che, poche ore dopo, finirà sui banchi dei mercati nei supermercati e nelle cucine dei ristoranti della città.
Entrando, la prima cosa che si nota è il rumore. Il bip dei carrelli le voci dei commercianti, il motore dei frigoriferi. Poi l'odore: agrumi, terra umida, basilico, cipolle. Sotto la luce bianca dei neon, le cassette sono fino al soffitto, con etichette che raccontano un viaggio: arance di Sicilia, pomodori della Puglia, mele del Trentino, ma anche avocado del Perù e mango della Costa d'Avorio.
Giuseppe ha sessantadue anni e lavora qui da quando ne aveva sedici. Ha cominciato scaricando cassette per il padre, oggi gestisce uno dei banchi più grandi del mercato. “Il mio orologio biologico è al contrario”, scherza, mentre controlla con il pollice la di una pesca. “Faccio colazione a mezzanotte e pranzo alle nove del mattino. I miei figli, da piccoli, pensavano che fossi un vampiro.” Mi spiega che la parte più delicata del lavoro è prevedere il tempo: se a Milano piove, la gente compra meno insalata e più patate; se arriva il caldo, tutti vogliono angurie.
Intorno alle quattro arrivano i clienti: di quartiere, cuochi, rappresentanti delle mense scolastiche e ospedaliere. Si muovono veloci tra i banchi, assaggiano, discutono, sul prezzo. Gran parte degli accordi si fa ancora a voce, con una stretta di mano. “Qui la fiducia è tutto”, dice Fatima, quarant'anni, nata in Marocco e titolare da dieci anni di un banco di verdure. “Se un cliente ti compra cassette di fragole che il giorno dopo sono non torna più. E lo dice a tutti.”
Il mercato, però, sta cambiando. Le grandi catene di supermercati comprano sempre più spesso direttamente dai produttori, saltando il mercato I piccoli che erano i clienti storici, chiudono uno dopo l'altro. E da anni si parla di trasformare l'intera area, con un progetto di ristrutturazione che dovrebbe rendere le strutture più moderne ed efficienti. Molti operatori guardano a questi cambiamenti con preoccupazione. “Spero che sia la volta buona per sistemare i dice Giuseppe, “ma ho paura che, alla fine, per uno come me non ci sia più posto.”
C'è anche un aspetto meno visibile del mercato, che riguarda lo Ogni notte, tonnellate di frutta e verdura rimangono invendute: troppo mature, leggermente di forma irregolare. Da qualche anno diverse associazioni di volontari passano all'alba a raccogliere quello che è ancora buono, per distribuirlo alle mense per i poveri e alle famiglie in difficoltà. “Prima finiva tutto nella spazzatura”, racconta una volontaria. “Adesso, quello che il mercato non vende, la città lo mangia lo stesso.”
Alle sette, quando esco, il sole è già sorto e i camion ripartono carichi verso la città. Giuseppe sta chiudendo il banco. Mi regala un sacchetto di albicocche e mi saluta con una frase che, a quell'ora, suona strana: “Buonanotte.” Per lui la giornata è finita. Per Milano, che a quest'ora comincia a svegliarsi e a fare colazione, sta appena cominciando.
Comprehension check
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1. What is the "Ortomercato"?
2. What does Giuseppe say is the most delicate part of his job?
3. Why does Fatima say trust is everything?
4. What happens to unsold produce now?