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Short story

La padrona di casa

A student from Bergamo rents a room in Bari from a strict eighty-year-old widow, and their year together turns out very differently from how it began.

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Words to know (11)
  • affittasi · for rent
  • modico · modest, reasonable (price)
  • la graniglia · terrazzo (floor)
  • il centrino · doily
  • l'interrogatorio · interrogation
  • sorvegliato · watched, monitored
  • il termosifone · radiator
  • le cime di rapa · turnip tops
  • il rimprovero · reproach
  • discutere la tesi · to defend one's thesis
  • l'impianto eolico · wind farm

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L'annuncio diceva: stanza a studente serio, non fumatore, in casa con signora anziana. Prezzo Niccolò, che si era appena iscritto a un master in Ingegneria del mare all'università di Bari e non trovava niente sotto i quattrocento euro, telefonò quella sera stessa. Rispose una voce femminile, decisa, con un forte accento barese. “Venga domani alle dieci. Non un minuto dopo.”

La signora Rosaria Lorusso abitava al quarto piano di un palazzo degli anni Trenta a Murat, il quartiere ottocentesco della città, in un appartamento enorme con i pavimenti di e i mobili coperti di Lo ricevette in salotto, seduta dritta su una poltrona, e gli fece un vero e proprio da dove veniva, che cosa studiava, se aveva la fidanzata, se sapeva cucinare, se andava a messa. Alla fine gli elencò le regole. Rientro entro mezzanotte. Niente ospiti. Niente musica dopo le dieci. E la domenica, pranzo con lei, alle tredici in punto. “Non è obbligatorio”, aggiunse. “Ma è consigliato.”

Le prime settimane furono difficili. Niccolò, abituato alla libertà dell'appartamento condiviso dove aveva vissuto a Milano, si sentiva La signora commentava ogni sua abitudine: i calzini lasciati sul la colazione in piedi, le ore passate al computer. “Voi giovani state sempre davanti a quegli schermi. Poi non sapete neanche come si chiama il vostro vicino.” Più di una volta Niccolò pensò di cercarsi un'altra stanza.

Fu il pranzo della domenica a cambiare le cose. La prima volta ci andò per educazione, la seconda per curiosità, la terza perché aveva capito che non avrebbe mai più mangiato orecchiette con le di come quelle. A tavola la signora Rosaria si trasformava. Raccontava del marito, capitano di una nave mercantile, che le aveva portato regali da tutti i porti del mondo; dei figli, emigrati uno in Germania e uno in Australia, che la chiamavano a Natale e a Pasqua; della Bari di quando era ragazza, con il mare che arrivava fin sotto le mura della città vecchia.

A poco a poco i ruoli si invertirono. Niccolò le insegnò a fare le videochiamate, e per la prima volta dopo anni la signora vide in faccia i nipoti australiani. Lei, in cambio, gli insegnò a fare le orecchiette a mano, con il pollice, sulla spianatoia di legno, come le facevano le donne di Bari vecchia sedute davanti alle porte di casa. Quando lui ebbe l'influenza, a febbraio, la signora gli portò il brodo a letto per una settimana, senza dirgli una parola di sui calzini.

A giugno Niccolò la tesi. La signora Rosaria, che non usciva quasi mai, si fece accompagnare in taxi all'università, con il vestito della domenica e un cappellino blu. Si sedette in prima fila e, alla fine, applaudì così forte che il presidente della commissione sorrise. Quando Niccolò le chiese perché si fosse disturbata, lei rispose che anche i suoi figli si erano laureati, ma lontano, e che lei non era potuta andare.

Oggi Niccolò lavora per una società che progetta impianti in mare, a Taranto. Ogni tanto torna a Bari, e la domenica, alle tredici in punto, suona al quarto piano di quel palazzo di Murat. Nella stanza dove abitava lui c'è un nuovo studente, un ragazzo di Bolzano. La signora gli ha già spiegato le regole. E Niccolò, a tavola, gli ha dato un consiglio solo: “Al pranzo della domenica, vai. Non è obbligatorio. Ma è consigliato.”

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1. What did the advertisement offer?

2. Why did Niccolò feel uncomfortable at first?

3. What did Niccolò teach signora Rosaria?

4. Why did Rosaria go to Niccolò's graduation?