Travel writing
Palermo, istruzioni per perdersi
A traveller's advice for visiting Palermo: throw away the map, follow your nose and let the city's many layers find you.
Tap a dotted word for its meaning.
Words to know (11)
- spuntare · to tick off
- stratificato · layered
- snodarsi · to wind (its way)
- la cantilena · sing-song chant
- il pesce spada · swordfish
- le frattaglie · offal
- il cece · chickpea
- la milza · spleen
- lo stucco · stucco decoration
- la ferita · wound
- la sagrestia · sacristy
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Esistono città che si visitano con una cartina in mano e un elenco di monumenti da Palermo non è una di queste. Chi ci arriva con un programma rigido rischia di uscirne esausto e confuso, convinto di aver visto poco. Chi invece accetta di perdersi, di cambiare strada a ogni odore e a ogni voce, scopre una delle città più e sorprendenti d'Europa. Ecco, dunque, qualche istruzione per perdersi bene.
Primo: cominciate dal mercato. Ce ne sono diversi nel centro storico, ma il più antico è Ballarò, che si tra vicoli stretti a pochi passi dalla stazione. Arrivateci la mattina presto, quando i venditori montano i banchi e cominciano a “abbanniare”, cioè a gridare la loro merce con che sembrano canzoni. Pesce esposto con la testa in alto come un trofeo, piramidi di arance, mazzi di finocchietto selvatico, pentoloni fumanti di Non serve comprare niente: basta camminare piano e ascoltare.
Secondo: mangiate per strada. A Palermo il cibo di strada non è una moda, è una tradizione antica. Provate le panelle, frittelle di farina di servite nel pane con le crocchè di patate; l'arancina, che qui si chiama al femminile e guai a sbagliare; e, se avete coraggio, il pane con la un panino ripieno di e polmone di vitello che i palermitani mangiano con una devozione quasi religiosa. Non chiedete che cosa ci sia dentro prima di assaggiarlo.
Terzo: alzate gli occhi. Palermo è stata greca, romana, araba, normanna, spagnola, e ognuno di questi popoli ha lasciato qualcosa. In pochi metri si passa dalle cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti, che sembrano uscite da una città del Nordafrica, ai mosaici d'oro della Cappella Palatina, fino alle chiese barocche piene di e di angeli. Il percorso arabo-normanno della città è stato riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità: un raro esempio di culture diverse che, per qualche secolo, hanno convissuto e costruito insieme.
Quarto: non abbiate paura del disordine. Palermo è rumorosa, a volte caotica. Il traffico segue regole misteriose, i motorini passano dove meno ve lo aspettate, accanto a palazzi nobiliari restaurati ci sono edifici ancora segnati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. È una città che non nasconde le sue Ma proprio per questo appare autentica, lontana dalla perfezione da cartolina di altre mete turistiche.
Quinto: fermatevi a parlare. I palermitani hanno fama di essere ospitali, e la fama è meritata. Un pomeriggio, cercando una chiesa che non riuscivo a trovare, ho chiesto indicazioni a un signore anziano seduto davanti a un portone. Non solo mi ha accompagnato fino all'ingresso, ma si è fatto aprire la dal custode, suo cugino, e mi ha raccontato la storia di ogni quadro. Alla fine ha rifiutato il caffè che volevo offrirgli. “Lei è ospite”, ha detto. “Il caffè lo offro io.”
Infine, la sera, salite al Foro Italico, il lungomare, o fino a Monte Pellegrino, la montagna che chiude la città a nord. Da lassù, quando le luci si accendono e il golfo diventa scuro, Palermo sembra finalmente silenziosa. Guardatela per qualche minuto. Poi tornate giù, perdetevi ancora un po', e lasciate che vi sorprenda di nuovo.
Comprehension check
0/4 answered
1. What does "abbanniare" mean, according to the text?
2. What are "panelle"?
3. What does the Arab-Norman route recognised by UNESCO show?
4. What did the old man do when the writer asked for directions?