Short story
I muretti a secco
After the 2011 flood in the Cinque Terre, an old winegrower who rebuilds dry-stone walls takes on a young Senegalese man as his helper, and each teaches the other how stones stay up.
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Words to know (12)
- il muretto a secco · dry-stone wall
- incanalare · to channel
- la terrazza · terrace (of a hillside)
- lasciar perdere · to give up, drop it
- il centro di accoglienza · reception centre (for migrants)
- la malta · mortar
- pendere · to lean, slope
- soppesare · to weigh in one's hand
- il granaio · granary
- il davanzale · windowsill
- rugoso · rough, wrinkled
- il vignaiolo · winegrower
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Il 25 ottobre del 2011, in poche ore, sulle Cinque Terre cadde la pioggia di sei mesi. I torrenti, che per secoli gli uomini avevano coperto e si ripresero la loro strada, e a Vernazza e Monterosso il fango arrivò fino al primo piano delle case. Sulle colline, intanto, crollarono centinaia di a secco: quelli che da mille anni tenevano su le di vigne strappate alla roccia, scalino dopo scalino, come una scala gigantesca che scende fino al mare.
Lazzaro Bonanni aveva settantasei anni e una vigna di tre sopra Corniglia, che era stata di suo padre e di suo nonno. Dopo l'alluvione, delle tre ne restava una. Le altre due erano scivolate a valle, con le viti, la terra e le pietre che il nonno aveva posato una per una. I figli, che lavoravano a La Spezia, gli dissero di lasciar era vecchio, la vigna rendeva poco, e i ormai, non li sapeva rifare più nessuno. Lazzaro rispose che li sapeva rifare lui, e che finché aveva le mani non intendeva lasciar niente.
Il Comune, con i fondi della ricostruzione, mandava sulle colline dei volontari. A Lazzaro toccò un ragazzo di ventidue anni, alto, magrissimo, che si chiamava Moussa ed era arrivato dal Senegal due anni prima, attraversando il deserto e poi il mare. Viveva in un centro di a La Spezia e parlava un italiano faticoso, imparato a scuola la sera. Lazzaro lo guardò con diffidenza. Pensò che uno venuto dalla sabbia non poteva capire niente di pietre. Glielo disse, senza tanti complimenti. Moussa sorrise e non rispose.
Il primo giorno Lazzaro gli insegnò le regole, che erano poche e antichissime. Un a secco si costruisce senza senza cemento, senza niente che tenga insieme le pietre se non il loro peso e il modo in cui sono messe. Le pietre grandi vanno in basso, le piccole servono a riempire i vuoti. Ogni pietra deve appoggiare su due pietre sotto di lei, mai su una sola. E il muro non deve essere dritto: deve leggermente verso la collina, come un uomo che si appoggia alla spalla di un amico.
Moussa imparò in fretta. Aveva mani grandi e pazienti, e un occhio che Lazzaro, dopo una settimana, dovette ammettere migliore del suo. Guardava una pietra a lungo, la girava, la poi la metteva esattamente dove doveva andare, e non la spostava più. Una sera, mentre si riposavano seduti sulla nuova a guardare il mare, Lazzaro gli chiese dove avesse imparato. Moussa spiegò che nel suo villaggio, vicino al fiume, la sua famiglia costruiva i con il fango e le pietre, e che suo nonno gli diceva che una casa non sta in piedi con la forza, ma con l'equilibrio.
Lazzaro rimase in silenzio. Era esattamente quello che diceva suo nonno dei Pensò che forse non c'era molta differenza tra la sabbia e la roccia, tra un villaggio sul fiume e una collina sul mare: dappertutto gli uomini avevano dovuto imparare a strappare un pezzo di terra a qualcosa di più grande di loro, e a tenerlo su con quello che avevano. Da quella sera smise di chiamarlo “il ragazzo”. Lo chiamò per nome, e qualche volta, quando era di buon umore, “maestro”.
Ci vollero due anni per ricostruire le due Quando finirono, piantarono le viti nuove, che avrebbero dato uva buona soltanto dopo altri tre anni. Lazzaro disse che forse non avrebbe fatto in tempo a berne il vino. Moussa disse che allora l'avrebbe bevuto lui, alla sua salute. Lazzaro rise, e poi gli spiegò che in Liguria, quando si finisce un si mette nell'ultima fila una pietra un po' diversa dalle altre, scelta da chi l'ha costruito, perché chi verrà dopo sappia che lì ha lavorato qualcuno.
Lazzaro scelse una pietra bianca, liscia, che aveva trovato da bambino sulla spiaggia di Corniglia e aveva tenuto per settant'anni sul Moussa ci pensò un giorno intero. Poi, la mattina dopo, portò una pietra scura, che aveva tenuto in tasca da quando era partito dal Senegal e che non aveva mai mostrato a nessuno. Le misero una accanto all'altra, nell'ultima fila del muro. Sono ancora lì. Lazzaro è morto nel 2019. Moussa fa il sopra Corniglia, e il primo vino di quelle viti l'ha chiamato con una parola della sua lingua che, dice, significa “equilibrio”.
Comprehension check
0/4 answered
1. What did Lazzaro's sons advise him to do after the flood?
2. Which is one of the rules of dry-stone walls?
3. Where had Moussa learned to build?
4. What did they put in the last row of the wall?