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Short story

Le lastre di Agnone

A Canadian woman comes to a hill town in Molise looking for the photograph her great-grandmother sent to a husband she had never met, and the photographer's grandson finds two glass plates instead of one.

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Words to know (12)
  • il fondale · backdrop
  • la balaustra · balustrade
  • per procura · by proxy
  • ritrarre · to portray, photograph
  • la lastra · (glass) plate
  • nitido · sharp, clear
  • la posa · pose, exposure
  • la camera oscura · darkroom
  • la bacinella · tray, basin
  • l'inquadratura · frame, shot
  • scapolo · unmarried (of a man)
  • incorniciare · to frame

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Negli anni Venti, ad Agnone, in Molise, c'era un solo fotografo, e lavorava soprattutto per l'America. Si chiamava Raffaele Marinelli e aveva lo studio in una stanza al pianterreno, con un dipinto che rappresentava una un vaso di fiori e un pezzo di cielo con le nuvole. Le famiglie del paese venivano da lui quando un figlio partiva, perché la madre avesse almeno una sua fotografia, o quando dall'America arrivava una lettera con i soldi e la richiesta di un ritratto. Ma il lavoro più frequente erano le spose.

A quell'epoca molti uomini emigrati a Pittsburgh, a Toronto, a New York, si sposavano per con ragazze del paese che non vedevano da anni, o che non avevano mai visto. I matrimoni li combinavano le famiglie, per lettera. La ragazza andava dal fotografo con il vestito della festa, si faceva e la fotografia attraversava l'oceano. Se piaceva, dopo qualche mese arrivava il biglietto per la nave. Raffaele Marinelli diceva che in quel paese, per una ragazza, una fotografia valeva più di una dote.

Novant'anni dopo, nell'estate del 2015, si presentò alla porta del nipote di Raffaele, che si chiamava come il nonno e faceva il geometra, una signora canadese di sessant'anni con un italiano incerto e una fotografia in mano. Era una copia ingrandita e sbiadita di un ritratto di donna: una ragazza giovanissima, seduta davanti a una dipinta, con un vestito scuro, le mani in grembo e un'espressione così seria da sembrare quasi spaventata. Dietro, a matita, c'era scritto: “Concetta, Agnone, 1924”.

La signora si chiamava Linda e Concetta era la sua bisnonna. Era arrivata a Toronto nel 1925 per sposare un uomo che aveva visto soltanto in fotografia, aveva avuto nove figli e non era mai tornata in Italia. In famiglia si raccontava che fosse stata una donna allegra, che cantava sempre e rideva per niente. Ma nella sola fotografia che avevano di lei da giovane sembrava un'altra persona. Linda voleva sapere se esistesse ancora la originale, per farne una stampa migliore. Forse, disse, in una stampa più avrebbe trovato la donna di cui parlavano i nonni.

Raffaele conservava l'archivio del nonno in cantina: centinaia di di vetro, chiuse in scatole di legno, divise per anno, con un registro scritto a mano. Ci misero un pomeriggio intero a cercare, con i guanti di cotone e una lampada da tavolo. La la trovarono nella scatola del 1924, con il numero corrispondente sul registro. Ma accanto c'era un'altra con lo stesso nome, e nel registro, accanto al nome di Concetta, il nonno aveva annotato: “Due Spedita la prima.”

La seconda la stamparono la sera stessa, nello studio di un amico di Raffaele che aveva ancora una camera Quando l'immagine cominciò ad apparire nella prima come un'ombra e poi sempre più chiara, Linda si coprì la bocca con la mano. Era la stessa ragazza, con lo stesso vestito, davanti alla stessa Ma rideva. Rideva con la testa leggermente buttata all'indietro e gli occhi chiusi, di una risata così piena che sembrava di sentirla, come se qualcuno, appena fuori le avesse appena detto qualcosa di molto buffo.

Raffaele pensò a lungo a quella notte, nei giorni seguenti. Si chiese chi l'avesse fatta ridere, e perché il nonno avesse spedito in America la fotografia seria. Forse perché le spose dovevano sembrare composte, rispettabili, e una ragazza che rideva così poteva sembrare frivola a un uomo che non la conosceva. Forse lo aveva deciso la madre di lei. O forse, pensò Raffaele con un certo imbarazzo, il nonno, che allora aveva ventisei anni ed era ancora aveva voluto tenere per sé la risata, e mandare dall'altra parte dell'oceano soltanto la ragazza.

Non lo seppero mai. Linda tornò a Toronto con due stampe, la seria e quella che rideva, e le fece una accanto all'altra. Scrisse a Raffaele che i nipoti, guardandole, avevano detto subito: “Questa è la bisnonna”, indicando quella che rideva, senza esitare. Raffaele, da allora, ha cominciato a stampare le seconde di tutto l'archivio. Ce ne sono più di quante immaginasse. Il paese, quando le ha viste esposte in una mostra nella piazza, ha scoperto che i suoi nonni, quando nessuno li guardava, ridevano moltissimo.

Comprehension check

0/4 answered

1. What was a marriage "per procura" in the story?

2. Why did Linda want the original plate?

3. What did the second plate show?

4. Which reason does Raffaele NOT consider for why the serious photo was sent?