Short story
I numeri della signora Iole
A Roman tobacconist has watched a widow play the same lottery numbers every week for twenty years; the one week she fails to come, he plays them for her, and they come up.
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Words to know (12)
- il lotto · Italian state lottery
- la ruota · wheel (lottery draw for a city)
- scoraggiarsi · to lose heart
- la ricevuta · receipt
- la schedina · betting slip
- l'estrazione · draw
- l'incasso · takings
- la quaterna · four winning numbers
- il mutuo · mortgage
- l'ernia al disco · slipped disc
- la teglia · baking tray
- il rinfresco · reception, buffet
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La tabaccheria di Franco Proietti, in via dei Volsci, nel quartiere di San Lorenzo, a Roma, era aperta dalle sei e mezza del mattino alle otto di sera, sette giorni su sette, e Franco conosceva i clienti meglio dei loro parenti. Sapeva chi fumava di nascosto dalla moglie e chi di nascosto dal medico, chi comprava le caramelle per smettere e chi le comprava per ricominciare. Ma sapeva soprattutto i numeri. Quelli del che a Roma si giocano da secoli con la stessa fede con cui si va a messa, e forse con qualche speranza in più.
La signora Iole Tozzi giocava gli stessi numeri da vent'anni, ogni martedì, sulla di Roma: il 7, il 23, il 41 e l'82. Franco li sapeva a memoria, e sapeva anche che cosa significavano, perché la signora, una mattina di molti anni prima, glielo aveva raccontato. Il 7 era il giorno in cui aveva conosciuto il marito, Sandro, a un ballo a Testaccio. Il 23 era il giorno del matrimonio. Il 41 era l'anno in cui lui era nato. L'82 quello in cui era morto, all'improvviso, un pomeriggio di primavera, mentre aggiustava il motorino del nipote.
“Se escono”, diceva la signora Iole, “vuol dire che Sandro mi pensa ancora.” Non uscivano mai. In vent'anni, il 7 era uscito qualche volta da solo, il 23 una volta insieme al 41, ma tutti e quattro insieme mai. La signora non si Pagava i suoi tre euro, prendeva la la piegava in quattro e la metteva nel portafoglio, dietro la fotografia di Sandro. Il mercoledì tornava a controllare, scuoteva la testa, sorrideva e diceva: “Sarà per la prossima, Fra'.”
Un martedì di novembre la signora Iole non venne. Franco se ne accorse verso mezzogiorno, perché lei arrivava sempre alle dieci, dopo il mercato. Pensò che avesse l'influenza, o che fosse andata dalla figlia a Frascati. Alle sette di sera, poco prima della chiusura delle giocate, fece una cosa che non aveva mai fatto. Prese una segnò il 7, il 23, il 41 e l'82 sulla di Roma, e pagò i tre euro con i soldi suoi. Si disse che lo faceva per scaramanzia. In realtà, non avrebbe saputo dire perché.
Quella sera stessa, alle otto meno un quarto, Franco guardò alla televisione appesa sopra il bancone, mentre contava Uscì il 23. Poi il 41. Poi il 7. Franco smise di contare. Il quarto numero fu l'82. Franco rimase immobile, con le banconote in mano, mentre la televisione passava alla di Torino. Una Con tre euro giocati sulla di Roma, una valeva più di tredicimila euro. La era nel cassetto della cassa, a mezzo metro da lui, e c'era scritto il suo nome. Era sua. Legalmente, non c'era nessun dubbio.
Quella notte Franco non dormì. Aveva cinquantasei anni, un da pagare, una figlia all'università, al disco che gli faceva male tutte le mattine alle sei. Con tredicimila euro avrebbe potuto pagare un bel pezzo del aiutare la figlia con l'affitto a Bologna, forse farsi operare la schiena in una clinica senza aspettare un anno. Nessuno avrebbe mai saputo niente. La signora Iole non sapeva che lui aveva giocato. Pensò a tutto questo per ore, girandosi nel letto, mentre la moglie, accanto, dormiva tranquilla. Verso le quattro si alzò e andò in cucina a farsi un caffè.
La mattina dopo la signora Iole entrò in tabaccheria alle dieci, con il cappotto buono e gli occhi rossi. Disse che il giorno prima era stata male, una cosa da niente, la pressione, e che la figlia l'aveva tenuta a letto. Poi disse che aveva visto Che erano usciti i suoi numeri, tutti e quattro, la prima volta in vent'anni, proprio la volta che lei non aveva giocato. E si mise a piangere, lì, davanti al bancone, non per i soldi, disse, ma perché Sandro l'aveva pensata, e lei non c'era.
Franco aprì il cassetto della cassa, prese la e gliela mise in mano. Le disse che era sua, che l'aveva giocata per lei, e che Sandro, evidentemente, aveva trovato il modo di farsi aiutare da un tabaccaio di San Lorenzo. La signora Iole lo guardò a lungo senza capire. Poi capì. Non lo abbracciò, perché a Roma, tra un tabaccaio e una cliente, certe cose non si fanno. Ma da quel giorno, ogni martedì, oltre ai suoi numeri, gli portò una di pizza bianca ancora calda. E quando la figlia di Franco si laureò, qualche anno dopo, sul tavolo del c'era una busta senza nome. Dentro c'era la vincita, tutta, fino all'ultimo euro, e un biglietto con quattro numeri: 7, 23, 41, 82.
Comprehension check
0/4 answered
1. What did the signora's four numbers stand for?
2. What did Franco do on the Tuesday she didn't come?
3. Why did Franco hesitate that night?
4. How did the signora repay Franco in the end?