Short story
Il paese che non c'era
In 1912 a bored military cartographer in Florence slips a village that doesn't exist into a map of the Apennines; forty years later, people start to live there.
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Words to know (11)
- il pennino · nib
- il rilievo · survey
- il topografo · surveyor
- la radura · clearing
- la truffa · swindle, trick
- l'insediamento · settlement
- lo sfollato · evacuee, displaced person
- il carretto · cart
- il ruscello · stream
- ripopolare · to repopulate
- stendere i panni · to hang out the washing
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Nel 1912 l'Istituto Geografico Militare di Firenze stava completando la grande carta d'Italia, foglio per foglio, e tra i suoi disegnatori c'era un giovane tenente di nome Guido Benvenuti, che aveva una mano precisissima e un carattere poco adatto alla vita militare. Il suo compito era riportare sulla carta, con l'inchiostro di china e un sottile come un capello, i fatti dai sul terreno: strade, fiumi, curve di livello, case, chiese, mulini. Guido lavorava dieci ore al giorno, in una sala lunga e silenziosa, e si annoiava da morire.
Fu per noia, o forse per una specie di vanità, che un pomeriggio di novembre, disegnando il foglio di una valle dell'Appennino tosco-emiliano, aggiunse una cosa che non c'era. In una tra due boschi, sul fianco di un monte, dove i non avevano segnato niente, disegnò cinque quadratini neri, una piccola croce per una cappella e, accanto, un nome in corsivo: “Ca' Benvenuti”. Era il suo modo di firmare la carta. Pensò che nessuno se ne sarebbe mai accorto, perché in quella a milletrecento metri, non andava nessuno. E per molti anni, infatti, nessuno se ne accorse.
La carta fu stampata, distribuita agli uffici, ai comuni, alle scuole, ai reggimenti. Guido fece carriera, combatté nella Grande Guerra, si sposò, ebbe figli, e dimenticò quasi completamente la sua piccola Ca' Benvenuti, intanto, viveva la sua vita di carta. Passò da un'edizione della carta all'altra, copiata fedelmente da disegnatori che non avevano motivo di dubitare. Comparve in un elenco di località del catasto. Le fu assegnato un codice postale. Un geografo, negli anni Trenta, la citò in un saggio sui villaggi abbandonati dell'Appennino come esempio di pastorale.
Nel 1951, dopo la guerra, una famiglia di i Corsini, che avevano perso la casa sotto i bombardamenti e vivevano da anni in una baracca alla periferia di Bologna, ottenne dal comune un piccolo terreno in montagna, a condizione di andarci a vivere. Il terreno, secondo le carte, era a Ca' Benvenuti. I Corsini salirono con un due capre e una gallina, convinti di trovare almeno qualche casa abbandonata da sistemare. Trovarono una vuota, bellissima, con un un faggio enorme e nessuna traccia umana.
Avrebbero potuto tornare indietro. Invece rimasero. Il padre, che era muratore, costruì una casa con le pietre del La madre piantò un orto. L'anno dopo li raggiunse il fratello di lei, con la moglie e i figli, e poi un'altra famiglia di a cui i Corsini avevano scritto. Nel giro di dieci anni, nella c'erano cinque case. Proprio cinque, come i quadratini disegnati dal tenente. E una piccola cappella, costruita dagli abitanti con le loro mani, nel punto esatto in cui, sulla carta, c'era la croce.
Guido Benvenuti, ormai generale in pensione, venne a sapere di tutto questo nel 1963, leggendo per caso un articolo su un giornale di Firenze che raccontava la storia del “paese rinato dalle carte”. Il giornalista scriveva che Ca' Benvenuti era un antico villaggio abbandonato nel Medioevo e dopo la guerra. Guido lesse l'articolo tre volte. Poi prese la macchina, si fece accompagnare dal nipote e salì fino alla a settantacinque anni, con il cuore che batteva forte, e non soltanto per la salita.
Trovò le cinque case, la cappella, un gruppo di bambini che giocavano intorno al faggio e una donna anziana che i panni. Era la signora Corsini. Gli offrì un bicchiere d'acqua del e gli chiese se fosse un turista. Guido rispose che era un cartografo. Poi, dopo un lungo silenzio, le raccontò la verità: che quel paese non era mai esistito, che l'aveva inventato lui, per noia, cinquant'anni prima, con un e un po' d'inchiostro. Si aspettava che la donna si arrabbiasse, o che non gli credesse.
La signora Corsini lo guardò con attenzione, poi si mise a ridere. Disse che non le importava niente di chi l'avesse inventato. Il paese adesso c'era, e c'erano i suoi nipoti, e c'era la cappella, e c'era lei. “Lei l'ha disegnato”, disse, “e noi l'abbiamo fatto vero. Mi sembra un buon accordo.” Guido tornò a Firenze quella sera stessa. Nel suo testamento lasciò una piccola somma per restaurare la cappella, con una sola condizione: che sulla porta fosse messa una targa con scritto soltanto “Esisto”.
Comprehension check
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1. Why did Guido add Ca' Benvenuti to the map?
2. How did the invented village "live" on paper over the years?
3. Why did the Corsini family go to Ca' Benvenuti?
4. How did Signora Corsini react to Guido's confession?