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Short story

I segni sul muro

A grandson tries to persuade his Venetian grandmother to leave her flooded ground-floor flat, until he reads the marks she has been drawing on her kitchen wall for sixty years.

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Words to know (11)
  • il pianterreno · ground floor
  • invadente · intrusive, pushy
  • la marea · tide
  • di peso · bodily, by force
  • mettere in salvo · to put somewhere safe
  • l'intonaco · plaster (on a wall)
  • tracciare · to draw, trace
  • la parolaccia · swear word
  • tacere · to keep quiet
  • il velo · thin layer, film
  • l'alga · seaweed

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La signora Elsa Zanon abitava al di una casa di Castello, a Venezia, a due passi dall'Arsenale, e ci abitava da sessantun anni, cioè da quando ci era entrata sposa con un vestito a fiori e una valigia di cartone. In sessantun anni aveva visto l'acqua alta entrarle in casa più volte di quante riuscisse a ricordare. Non se ne lamentava. Diceva che a Venezia l'acqua è come una parente arriva senza avvisare, si siede dove vuole e se ne va quando le pare, ma bisogna volerle bene lo stesso.

Suo nipote Michele, che faceva l'ingegnere a Padova e la chiamava ogni sera, la pensava diversamente. Ogni novembre, quando cominciavano le le proponeva di trasferirsi da lui, o almeno in un appartamento a Mestre, con l'ascensore e il riscaldamento centralizzato e nessuna sirena che ti sveglia alle quattro del mattino. La signora Elsa rispondeva sempre allo stesso modo: “A Mestre l'acqua non viene, è vero. Ma non viene nemmeno nessun altro.”

Nel novembre del 2019 la arrivò a un metro e ottantasette centimetri, la seconda più alta della storia. Michele prese il primo treno e arrivò a Venezia al tramonto, con gli stivali di gomma fino alla coscia e la ferma intenzione di caricare la nonna su un taxi d'acqua e portarla via, anche di La trovò in cucina, seduta sul tavolo, con i piedi su una sedia e una tazza di caffè in mano. L'acqua le arrivava alle ginocchia. Lei sembrava perfettamente tranquilla.

“Siediti”, gli disse, indicando l'altro tavolo, quello piccolo, dove aveva messo in la radio e il gatto. “Tra due ore scende. Intanto ti faccio vedere una cosa.” Prese una torcia e la puntò sul muro accanto alla porta, dove era più scuro. Michele vide una serie di linee a matita, a penna, a pennarello, una sopra l'altra, ciascuna con una data scritta a fianco con una calligrafia sempre più tremante.

Erano i livelli dell'acqua alta. La signora Elsa li segnava sul muro dal 1958, ogni volta che l'acqua entrava in casa. C'era il 4 novembre 1966, così in alto che bisognava alzare la testa per leggerlo, con accanto una sola parola: “Paura”. C'erano decine di segni più bassi, con annotazioni brevissime: “Gatto sul frigo”, “Persa una scarpa”, “Bepi ha detto una Bepi era il nonno di Michele, morto da quindici anni.

Ma sul muro non c'erano soltanto quelle linee. Più in basso, fra un'acqua alta e l'altra, c'erano altri segni, più piccoli e più dritti, che Michele non capì subito. Poi lesse i nomi. “Paolo, tre anni.” “Paolo, sette anni.” “Giovanna, cinque anni.” “Michele, quattro anni.” Erano le altezze dei bambini: di suo padre, di sua zia, la sua. La nonna, in sessant'anni, non aveva mai distinto tra le due cose. Il muro misurava tutto quello che cresceva in quella casa, l'acqua e i figli, e li trattava con lo stesso rispetto.

Michele trovò il suo segno, all'altezza del ginocchio, e sotto la data scritta dalla nonna, con un'aggiunta tra parentesi: “Voleva fare il gondoliere.” Rimase a guardarlo a lungo, con l'acqua fredda che gli entrava negli stivali, e non disse niente. La nonna non disse niente neanche lei, perché era una donna intelligente e sapeva che certe discussioni si vincono

Verso le nove l'acqua cominciò a scendere, come lei aveva previsto. Lasciò sul pavimento un di fango, un odore di e una sedia rovesciata. Prima di mettersi a pulire, la signora Elsa prese la matita dal cassetto e sul muro una linea nuova, la più alta dopo quella del 1966. Accanto scrisse la data e, dopo averci pensato un momento, una parola sola. Poi passò la matita al nipote, che lesse la parola e si mise a ridere: “Michele”.

Michele tornò a Padova il giorno dopo, senza la nonna. Da allora, quando la sale, prende il treno anche lui. Sa che la nonna non ha bisogno di essere salvata. Va soltanto per essere segnato sul muro.

Comprehension check

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1. What did Michele want his grandmother to do?

2. What was written next to the 1966 mark?

3. What else did the wall record besides the floods?

4. What does Michele do now when the tide rises?