Short story
Il campanaro di Bevagna
The last bell-ringer of an Umbrian town has one year to teach his art before the bells are electrified, and the only volunteer is a sixteen-year-old girl who plays the drums.
Tap a dotted word for its meaning.
Words to know (12)
- l'arte campanaria · the art of bell-ringing
- la cella campanaria · bell chamber
- indolenzito · aching, sore
- la bacheca · notice board
- volenteroso · willing, keen
- rasato · shaved
- squadrare · to look someone up and down
- il battaglio · clapper (of a bell)
- le cuffie · headphones
- il corteo · procession
- il lamento · lament, wail
- rimproverare · to scold
Select any text to highlight it, or a word to translate it or save it to your flashcards.
A Bevagna, in Umbria, le campane della chiesa di San Michele le suonava da cinquantadue anni Sante Brunetti, e le suonava a mano, tirando le corde in una in cima al campanile dove d'inverno si gelava e d'estate le rondini entravano dalle finestre come se fosse casa loro. Sante conosceva una trentina di suonate diverse: quella per la messa della domenica, quella per i battesimi, quella lenta e spezzata per i funerali, che in paese chiamavano il pianto, e quella per la festa del patrono, che durava venti minuti e lasciava le braccia per tre giorni.
Nella primavera del 2009 il parroco gli comunicò, con molto tatto e senza guardarlo negli occhi, che la diocesi aveva deciso di elettrificare le campane. Un motore, una centralina, un timer: le suonate sarebbero partite da sole, all'ora giusta, senza bisogno di nessuno. “Lei ha ottantun anni, Sante”, aggiunse il parroco. “Si merita un po' di riposo.” Sante rispose che il riposo se lo sarebbe meritato da morto, e che prima voleva insegnare a qualcuno il mestiere. Il parroco, che non aveva il coraggio di dirgli di no, gli concesse un anno.
Sante mise un avviso nella della parrocchia: “Cercasi giovane per apprendere l'arte Non si richiede esperienza. Si richiedono braccia.” Per due mesi non si presentò nessuno. Poi, una sera di giugno, bussò alla porta della sacrestia una ragazza di sedici anni con i capelli da un lato, tre orecchini in un orecchio e una maglietta nera con il nome di un gruppo musicale che Sante non aveva mai sentito. Si chiamava Ilaria. Disse che suonava la batteria e che il ritmo era il ritmo, campane o tamburi.
Sante la con diffidenza e la portò su per i centoventi scalini. In cima, senza spiegarle niente, le mise in mano la corda della campana grande e le disse di tirare. Ilaria tirò con tutta la forza che aveva, e la corda la sollevò da terra di mezzo metro, come una bambola. Sante scoppiò a ridere per la prima volta da mesi. “La campana non si tira”, le disse. “Si accompagna. Lei ha già voglia di suonare: tu devi solo convincerla che è stata un'idea sua.”
Per tutta l'estate e tutto l'autunno, tre sere alla settimana, Ilaria salì sul campanile. Imparò il peso di ogni campana, il tempo che ci vuole perché il arrivi al bronzo, il modo di fermare una campana con il palmo della mano senza farsi male. Imparò le trenta suonate, e Sante le insegnò a scriverle con un sistema di sua invenzione, fatto di cerchi e di trattini, su un quaderno a quadretti. Ilaria, a sua volta, gli fece ascoltare la sua musica con le Sante disse che era rumore. Poi chiese di risentirla.
L'elettrificazione fu fatta a marzo dell'anno dopo. I tecnici installarono i motori, collegarono i fili, programmarono la centralina. Le campane, da quel giorno, suonarono da sole, puntuali e precise come un orologio svizzero. In paese qualcuno disse che suonavano meglio di prima. Sante, che le ascoltava dalla finestra di casa, disse che suonavano come un disco: tutte le note giuste, e nemmeno un'anima.
Morì l'estate seguente, a ottantatré anni, durante la festa del patrono. Il parroco preparò il funerale e chiese ai tecnici di programmare il pianto. Ma la mattina del funerale, quando il uscì dalla chiesa, le campane suonarono in un modo che nessuno, a Bevagna, aveva mai sentito. Cominciarono con il pianto lento e spezzato di sempre, e poi, a poco a poco, cambiarono: il ritmo accelerò, le campane piccole si misero a rispondere alla grande, e il diventò una specie di festa, quasi una danza.
Lassù, nella con il motore staccato e la corda in mano, c'era Ilaria. Aveva composto quella suonata durante l'inverno, scrivendola con i cerchi e i trattini del quaderno, e l'aveva provata di nascosto, a campane ferme, decine di volte. Quando scese, il parroco non la Le chiese soltanto come si chiamava quella suonata. Ilaria ci pensò un momento, poi rispose che non aveva ancora un nome, ma che Sante, se l'avesse sentita, avrebbe detto che era rumore. E poi avrebbe chiesto di risentirla.
Comprehension check
0/4 answered
1. Why did the parish priest want to stop Sante ringing the bells?
2. What happened the first time Ilaria pulled the big bell's rope?
3. What did Sante think of the electric bells?
4. What happened at Sante's funeral?