Short story
La sarta di via Po
Turin, 1957: a seamstress who has dressed the city's best families for thirty years is asked to make a wedding dress for the girl who once stole her fiancé's heart, or rather, for her daughter.
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Words to know (12)
- la sarta · dressmaker, seamstress
- lo spillo · pin
- sbuffare · to puff, huff
- la dote · dowry
- pungere · to prick
- la madreperla · mother-of-pearl
- l'orlo · hem
- il puntaspilli · pincushion
- murato · walled up
- trascinare · to drag
- smentire · to deny
- l'apprendista · apprentice
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Nel 1957 la sartoria di Margherita Ferrero occupava due stanze al secondo piano di un palazzo di via Po, a Torino, sopra una libreria antiquaria e sotto un professore di violino che provava le scale alle sette del mattino. Le clienti salivano lo scalone di pietra si sedevano sul divanetto di velluto verde e sfogliavano le riviste francesi, mentre la signorina Ferrero, con il metro al collo e tre tra le labbra, le guardava come un architetto guarda un terreno.
Aveva cinquantadue anni e non si era mai sposata, cosa di cui le clienti parlavano volentieri quando lei era nell'altra stanza. Si diceva che fosse stata fidanzata, da ragazza, con un ufficiale di cavalleria; che lui l'avesse lasciata per una ragazza di Moncalieri con una più consistente; che lei avesse cucito, per orgoglio o per vendetta, l'abito da sposa della rivale. Nessuna sapeva quale parte della storia fosse vera. Margherita non la raccontava, e quando qualcuna ci girava intorno troppo a lungo, le un fianco con uno e si scusava con un sorriso perfetto.
Un pomeriggio di marzo salirono lo scalone una signora sui cinquant'anni e una ragazza di venti, bionda, magra, con l'aria di chi è stata La signora si presentò: Clotilde Bertolino, vedova del colonnello Bertolino. La ragazza era sua figlia, Anna, e si sarebbe sposata a giugno. “Anch'io mi sono fatta fare l'abito qui”, aggiunse la signora con un tono leggero, troppo leggero. “Nel 1932. Lei se ne ricorderà.”
Margherita se ne ricordava. Ricordava la seta avorio comprata a Lione, i centoventi bottoncini di sulla schiena, le notti passate a cucirli uno per uno con la finestra aperta e le lacrime che non dovevano cadere sul tessuto. Ricordava il colonnello, che allora era tenente e aveva i baffi più belli di Torino. Prese il metro dal collo con un gesto lento e disse soltanto: “Si spogli, signorina. Vediamo che cosa possiamo fare.”
Per tre mesi Anna salì in via Po due volte alla settimana. All'inizio non parlava; poi, a poco a poco, cominciò a parlare troppo. Raccontò che il fidanzato era un ingegnere della Fiat, serio, gentilissimo, approvato da tutta la famiglia. Raccontò che lei avrebbe voluto studiare lettere, ma la madre diceva che una moglie non ha bisogno di Leopardi. Un giorno, mentre Margherita le sistemava disse a bassa voce: “Lei è stata fortunata, sa? A non sposarsi. Almeno nessuno ha deciso per lei.”
Margherita si tolse gli dalle labbra, uno alla volta, e li infilò nel “Nessuno decide per una donna che sa cucire”, rispose. “Il problema è che quasi tutte imparano a cucire per gli altri.” Non aggiunse altro, e Anna non chiese spiegazioni, ma da quel giorno la guardò in un modo diverso, come si guarda una porta che si è sempre creduta
L'abito fu pronto il primo di giugno. Era bellissimo, semplice, senza un solo bottone di La signora Bertolino lo pagò senza discutere e se ne andò con la figlia e con una scatola enorme. Il matrimonio, invece, non ci fu. Lo seppe tutta Torino in una settimana: la sposa aveva restituito l'anello all'ingegnere, con una lettera gentilissima, e si era iscritta all'università.
Le clienti ne parlarono a lungo sul divanetto verde, e qualcuna, abbassando la voce, insinuò che la c'entrasse qualcosa. Margherita non confermava e non In autunno, però, sulla porta della sartoria comparve un piccolo cartello scritto a mano: “Cercasi Preferibilmente con il diploma.” La prima a presentarsi fu una ragazza bionda e magra, con un libro di Leopardi sotto il braccio e l'aria, questa volta, di chi non è stata da nessuno.
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1. Who was Clotilde Bertolino?
2. What did Anna say she would have liked to do instead of marrying?
3. What was Margherita's reply when Anna called her lucky not to have married?
4. How does the story end?