Deep End
← Advanced stories

Short story

La casa cantoniera

On Christmas Eve 1962 a blizzard traps a bus full of strangers on a Dolomite pass, and the road-keeper's family, living in the red house at the top, has to find room and food for everyone.

Tap a dotted word for its meaning.

Words to know (12)
  • il cantoniere · road-keeper
  • la statale · main state road
  • spalare · to shovel
  • la frana · landslide
  • il canederlo · bread dumpling (Alpine dish)
  • di traverso · sideways, across
  • il commesso viaggiatore · travelling salesman
  • gocciolare · to drip
  • perdersi d'animo · to lose heart
  • il salume · cured meat
  • il fiasco · straw-covered flask
  • la scodella · bowl

Select any text to highlight it, or a word to translate it or save it to your flashcards.

Chi ha viaggiato sulle strade di montagna italiane le ha viste di sicuro: case rosso pompeiano, di due piani, con la scritta “Casa cantoniera” sopra la porta, costruite a intervalli regolari lungo le Ci abitavano i uomini incaricati di tenere in ordine un tratto di strada, di la neve, di riparare le buche, di segnalare le Erano in parte operai e in parte guardiani, e le loro famiglie vivevano lassù tutto l'anno, lontane da tutto, in compagnia del vento e delle macchine che passavano.

Nel 1962 la casa cantoniera del passo, a duemila metri sopra Cortina, era abitata da Bortolo De Zanna, sua moglie Rina e tre figli dai sei ai quattordici anni. La vigilia di Natale nevicava dal mattino. Bortolo aveva passato la giornata a con il trattore, e al tramonto era rientrato fradicio, convinto che nessuno sarebbe stato così pazzo da salire al passo con quel tempo. Rina aveva preparato i il brodo e una torta di mele, e i bambini avevano appeso alla finestra una stella di carta.

Alle otto di sera qualcuno bussò alla porta. Era l'autista di una corriera di linea, con la neve fino alla cintura e il berretto bianco di ghiaccio. Disse che la corriera era rimasta bloccata trecento metri più sotto, di sulla strada, e che dentro c'erano ventidue passeggeri. Era impossibile scendere a valle, impossibile proseguire. Bortolo si rimise gli stivali senza dire una parola, prese due lanterne e il figlio maggiore, e uscì nella bufera.

Ci volle un'ora per portarli tutti in casa, uno alla volta, tenendoli per mano lungo la corda che Bortolo aveva teso tra la corriera e la porta. C'era un po' di tutto: una coppia di sposi in viaggio di nozze, una suora, un viaggiatore di Treviso con la valigia dei campioni, una famiglia di emigranti che tornava dalla Germania per le feste con due bambini piccoli, tre studenti di Padova, un vecchio contadino che andava a trovare la figlia e non smetteva di scusarsi del disturbo. La casa cantoniera, che era fatta per cinque persone, si ritrovò ad accoglierne ventotto.

Rina guardò i che bastavano per sei, e poi guardò i ventidue sconosciuti che sul pavimento della cucina. Non si perse Mise sul fuoco la pentola più grande che aveva, ci buttò dentro tutto il brodo, tutte le patate della cantina e il pane secco di una settimana. La suora si offrì di aiutarla. Il viaggiatore, che vendeva aprì la valigia dei campioni e la svuotò sul tavolo con un gesto teatrale. La famiglia degli emigranti tirò fuori un dolce tedesco con lo zucchero a velo. Il vecchio contadino aveva un di grappa.

Fu una cena strana e meravigliosa. Si mangiò in piedi, sulle scale, seduti per terra, con le che passavano di mano in mano. Gli sposi, imbarazzati, finirono per raccontare a tutti come si erano conosciuti. Gli studenti cantarono canzoni di montagna, sbagliando le parole. I bambini degli emigranti e quelli di Bortolo si capirono subito, metà in italiano e metà in tedesco, e scomparvero di sopra a giocare. A mezzanotte la suora propose di dire una preghiera, e anche gli studenti, che si dichiaravano atei, chinarono la testa per educazione.

Dormirono come poterono: le donne e i bambini nei letti, gli uomini in cucina, sulle panche, avvolti nelle coperte militari che Bortolo teneva per le emergenze. Il viaggiatore russava così forte che gli altri, alle tre di notte, minacciarono di rimetterlo sulla corriera. Fuori la bufera continuava, e il vento faceva tremare i vetri. Ma dentro faceva caldo, e c'era un odore di brodo, di lana bagnata e di grappa che nessuno dei presenti, molti anni dopo, avrebbe dimenticato.

La mattina di Natale smise di nevicare. Il cielo era di un azzurro violento, e le montagne intorno brillavano come se qualcuno le avesse lucidate durante la notte. Bortolo liberò la strada con il trattore, e verso mezzogiorno la corriera ripartì. I passeggeri salutarono la famiglia uno per uno, stringendo le mani, promettendo di scrivere. Quasi nessuno scrisse, naturalmente. Ma per quarant'anni, ogni Natale, alla casa cantoniera arrivò una cartolina da Padova, firmata da tre nomi, che diceva sempre la stessa cosa: “Le parole delle canzoni le abbiamo imparate. Grazie per il brodo.”

Comprehension check

0/4 answered

1. What was a cantoniere's job?

2. How did Bortolo bring the passengers to the house?

3. What did the travelling salesman contribute to the dinner?

4. Who sent a postcard every Christmas for forty years?