Deep End
← Advanced stories

Short story

La vigna sul vulcano

On the slopes of Etna, an eighty-year-old woman who makes wine from century-old vines refuses to sell her land to a big wine company, even when the volcano itself seems to take the company's side.

Tap a dotted word for its meaning.

Words to know (11)
  • contorto · twisted
  • ad alberello · bush-trained (vines)
  • frantumato · crushed, shattered
  • la fillossera · phylloxera (vine pest)
  • sfruttare · to exploit, make the most of
  • il pronipote · great-grandchild
  • i lapilli · volcanic pebbles, lapilli
  • il tralcio · vine shoot
  • l'aureola · halo
  • il concime · fertiliser
  • la vendemmia · grape harvest

Select any text to highlight it, or a word to translate it or save it to your flashcards.

Sui fianchi dell'Etna, sopra Randazzo, a ottocento metri d'altezza, c'è una vigna di due ettari dove le viti hanno più di cent'anni. Sono viti basse, nere, allevate ad come si faceva una volta, ciascuna legata a un palo di castagno, piantate in una terra scura che non è terra ma cenere, lava sabbia di vulcano. Sono sopravvissute alla che alla fine dell'Ottocento distrusse quasi tutte le vigne d'Europa, perché l'insetto, nella sabbia vulcanica, non riesce a vivere. La vigna è di Carmela Scalisi, che ha ottantun anni e non ha nessuna intenzione di venderla.

Negli ultimi vent'anni i vini dell'Etna sono diventati di moda. Sono arrivati produttori dal Nord, dalla Toscana, dall'estero, e hanno comprato tutto quello che c'era da comprare, a prezzi che i contadini della zona non avevano mai visto. Carmela ha ricevuto offerte da tutti. L'ultima, la più alta, è arrivata da una grande azienda di Verona, portata da un giovane manager in giacca blu e scarpe da città, che è salito alla vigna in una giornata di agosto e ha passato tutto il tempo a pulirsi le scarpe dalla cenere.

Il manager le ha spiegato, con un sorriso paziente, che le sue viti erano un tesoro, ma che lei non era in grado di Faceva poche bottiglie, le vendeva a pochi clienti, non aveva un sito internet, non partecipava alle fiere. Con loro, invece, il suo vino sarebbe arrivato a New York, a Tokyo, a Londra. Lei avrebbe potuto restare a vivere nella casa, se voleva, e avrebbe avuto abbastanza soldi per i nipoti, per i per tutti. Carmela lo ha ascoltato fino alla fine, educatamente, poi gli ha offerto un bicchiere del suo vino e gli ha detto di no.

Il manager non si è arreso. È tornato a ottobre, a febbraio, a maggio. Ogni volta l'offerta era più alta, e ogni volta Carmela gli offriva un bicchiere e diceva di no. Il figlio, che faceva il bancario a Catania, cominciò a insistere anche lui: la madre era vecchia, la vigna era faticosa, nessuno dei nipoti voleva fare il contadino. Carmela rispondeva che le viti erano più vecchie di lei e che sarebbero sopravvissute anche a lui, se nessuno le avesse toccate. Il figlio diceva che non era una risposta. Lei diceva che era l'unica risposta che aveva.

Poi, una notte di dicembre, l'Etna si svegliò. Non fu una grande eruzione, come quelle che si vedono in televisione, ma una pioggia di cenere e che durò tre giorni e coprì tutta la zona di uno strato nero e spesso. Le strade si chiusero, i tetti rischiavano di crollare, e la vigna di Carmela scomparve sotto quindici centimetri di sabbia. Il manager telefonò il giorno dopo, con una voce piena di comprensione: l'azienda era disposta a mantenere l'offerta, anche se adesso la vigna, ovviamente, valeva meno.

Carmela non rispose al telefono. Andò alla vigna con una pala e una scopa, a ottantun anni, e cominciò a liberare le viti, una alla volta, scavando intorno al tronco con le mani, pulendo i con un pennello. Il secondo giorno arrivò il figlio da Catania, arrabbiato, per riportarla a casa. Il terzo giorno restò ad aiutarla. Il quarto arrivarono due nipoti, poi alcuni vicini, poi un gruppo di ragazzi del paese che avevano saputo la storia. Ci vollero due settimane. Alla fine, tutte le viti erano libere, e intorno a ciascuna c'era un piccolo cerchio di terra nera, come

In paese i vecchi dicevano che la cenere è il del vulcano, e che dopo ogni eruzione il vino viene più buono. Carmela lo sapeva benissimo, e lo sapeva anche il manager, che non telefonò più. L'autunno dopo la fu abbondante, e il vino, secondo tutti quelli che lo assaggiarono, il migliore degli ultimi vent'anni. Carmela ne mandò una bottiglia a Verona, all'azienda, senza biglietto. Il figlio le chiese che senso avesse. Lei rispose che era per far capire al ragazzo con le scarpe da città che cosa si era perso.

Quell'inverno, il nipote più grande, che studiava economia a Milano, le chiese se poteva passare l'estate alla vigna, per imparare. Poi chiese di restare anche l'anno dopo. Adesso ha un sito internet, partecipa alle fiere, ha cominciato a vendere qualche bottiglia a New York. Carmela dice che il vino è lo stesso di prima, e che le bottiglie sono sempre poche. Ma la vigna non è più in vendita, e lei, quando qualcuno le chiede perché non abbia mai accettato, risponde sempre la stessa cosa: che il vulcano le aveva fatto un'offerta migliore.

Comprehension check

0/4 answered

1. Why did Carmela's vines survive phylloxera?

2. What did the manager say Carmela was unable to do?

3. What did the manager offer after the eruption?

4. Why did Carmela send a bottle to the company in Verona?