Short story
Lo spettatore della prima fila
In a small puppet theatre in Palermo, the last puppeteer of his family plays every night to almost empty benches, and to one old man who never misses a show and never seems to look at the stage.
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Words to know (11)
- il pupo · Sicilian marionette
- sfilacciato · frayed
- il puparo · puppeteer
- manovrare · to operate, work (a puppet)
- a puntate · in instalments, episodes
- la testardaggine · stubbornness
- il fracasso · crash, din
- di scatto · suddenly, with a jerk
- il falsetto · falsetto
- la rissa · brawl
- la platea · stalls, audience
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Il teatrino dei di Totò Mancuso stava in un vicolo dietro la Vucciria, a Palermo, e aveva cinquanta posti a sedere su panche di legno, un palcoscenico grande come un armadio e un sipario rosso con i bordi Totò era l'ultimo di una famiglia che faceva quel mestiere da quattro generazioni. I suoi alti più di un metro, con le armature di latta battuta a mano e gli occhi di vetro, erano gli stessi del bisnonno: Orlando, Rinaldo, Gano di Maganza, la bella Angelica, i saraceni con i turbanti. Pesavano fino a trenta chili ciascuno, e Totò li dall'alto, con le aste di ferro, facendo tutte le voci.
Negli anni d'oro, raccontava il padre, il teatrino era sempre pieno. La gente veniva tutte le sere per mesi, perché le storie dei paladini di Francia si raccontavano a e un ciclo completo poteva durare più di un anno. Gli spettatori facevano il tifo, insultavano il traditore Gano, piangevano alla morte di Orlando. Adesso, d'inverno, il teatrino era quasi sempre vuoto. D'estate venivano i turisti, che fotografavano tutto e se ne andavano a metà spettacolo. Totò continuava a recitare per e perché non sapeva fare altro.
Da tre anni, però, c'era uno spettatore che non mancava mai. Era un vecchio piccolo e magro, con un cappotto grigio d'inverno e d'estate, che arrivava cinque minuti prima dell'inizio, pagava il biglietto con monete contate e si sedeva sempre in prima fila, al centro. Non applaudiva, non rideva, non parlava. Durante le battaglie, quando i si scontravano con un di ferro e Totò batteva il piede sulle tavole per fare il rumore dei colpi, il vecchio teneva la testa leggermente inclinata, gli occhi fissi in un punto vago, sopra il palcoscenico. Totò si era convinto che si addormentasse.
La cosa cominciò a dargli fastidio. Una sera, durante il combattimento tra Orlando e il saraceno Ferraù, Totò fece apposta un errore: fece vincere Ferraù, contro ogni regola della tradizione. Il vecchio, in prima fila, alzò di la testa e disse ad alta voce, in palermitano: “Chi fai, Totò? Ferraù non vince.” Totò per poco non lasciò cadere Orlando. In tre anni era la prima volta che il vecchio parlava. E lo aveva chiamato per nome.
Alla fine dello spettacolo Totò scese dal ponte di manovra e andò a sedersi accanto a lui. Il vecchio si chiamava Nunzio, aveva ottantotto anni, e da giovane era stato un parlatore, come si chiamavano un tempo le voci dei nel teatrino del nonno di Totò. Poi era emigrato, aveva fatto il muratore in Germania per quarant'anni, ed era tornato a Palermo vedovo e solo. Tre anni prima, il giorno in cui era tornato, aveva perso quasi del tutto la vista. Non vedeva i da allora. Veniva per sentirli.
Disse a Totò che lui faceva bene le voci, ma che sbagliava il respiro di Orlando. Che Orlando, quando sta per morire, a Roncisvalle, non deve parlare forte, come un eroe, ma piano, come un uomo stanco che ha capito tutto troppo tardi. Che Gano andava fatto più simpatico, perché i traditori migliori sono quelli che ti piacciono. Che Angelica non doveva avere la voce in come la faceva Totò, ma una voce bassa, ironica, da donna che sa di essere più intelligente di tutti i paladini messi insieme.
Totò, che non aveva mai preso consigli da nessuno, tornò a casa e non dormì. La sera dopo provò a fare Angelica con la voce bassa. In prima fila il vecchio non si mosse, ma sorrise. Da allora, ogni sera, dopo lo spettacolo, Totò si sedeva accanto a Nunzio e lui gli diceva che cosa aveva sentito. Gli raccontava anche storie del teatrino del nonno, di paladini e di spettatori, di scoppiate in perché qualcuno aveva difeso Gano, di un uomo che aveva tirato una scarpa a un e aveva dovuto pagare l'armatura nuova.
Nunzio morì due inverni dopo, nel sonno. Al funerale, nella chiesa di Sant'Eustachio, c'erano otto persone. Totò, la sera stessa, aprì il teatrino come sempre, anche se in sala non c'era nessuno. Mise sulla panca della prima fila, al centro, il cappotto grigio che il vecchio gli aveva lasciato, e recitò la morte di Orlando a voce bassissima, come un uomo stanco che ha capito tutto troppo tardi. Da allora il teatrino si è riempito un poco: sono tornati alcuni palermitani, e qualche turista resta fino alla fine. Il posto in prima fila, al centro, però, Totò non lo vende mai.
Comprehension check
0/4 answered
1. Why did Totò think the old man fell asleep during the shows?
2. How did Totò test the old man?
3. Who was Nunzio?
4. How should Orlando speak when he dies, according to Nunzio?