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Short story

Lettere da Charleroi

Belgium, 1956: in letters home to his wife in Abruzzo, an Italian coal miner describes the work underground, and what he does not tell her says as much as what he does.

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Words to know (12)
  • la baracca · hut, barracks
  • il vaglia · money order
  • ubbidire · to obey
  • la gabbia · cage (here: mine lift)
  • la galleria · tunnel, gallery
  • la bestemmia · curse, blasphemy
  • la trave · beam
  • la comare · gossip (woman)
  • ambulante · itinerant, travelling
  • il pozzo · pit, mine shaft
  • a molla · clockwork, spring-driven
  • il coraggio · courage

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Charleroi, 3 marzo 1956. Cara Lucia, ti scrivo dalla alla luce di una lampada che fuma più del camino di mia madre. Qui stiamo bene, cioè stiamo come si può stare in un paese dove piove quattro giorni su tre e dove il cielo, quando non piove, è del colore della cenere. Il lavoro c'è, e la paga arriva puntuale ogni quindici giorni. Ti mando, con questa lettera, il per l'affitto e per le scarpe di Nicola. Di' a Nicola che il papà sta bene e che deve alla nonna.

Ti chiedi com'è la miniera. Non è così brutta come dicevano al paese. Si scende con una di ferro, tutti stretti, e la va giù veloce, tanto che le orecchie fanno male. Poi si cammina a lungo nelle che sono alte come la stalla di zio Peppe, a volte più basse. Io lavoro con un ragazzo di Caltanissetta e due polacchi che parlano poco e cantano molto. Ci capiamo a gesti, e con le che sono uguali in tutte le lingue.

Charleroi, 21 aprile 1956. Cara Lucia, mi chiedi se mangio abbastanza. Mangio, mangio. La signora della mensa è belga, ma ha capito che gli italiani senza pasta diventano tristi, e il giovedì fa una specie di maccheroni che a casa nostra non darebbero neanche ai maiali, ma che qui ci sembrano una festa. La domenica andiamo alla messa degli italiani, che la dice un prete di Bergamo, poi giochiamo a carte all'osteria fino a sera. Non pensare che io beva. Bevo un bicchiere, due quando si vince.

Non ti ho detto, nell'altra lettera, che il ragazzo di Caltanissetta, che si chiamava Salvatore, si è fatto male a una gamba. Una cosa da niente: è caduta una in una vecchia. Adesso sta all'ospedale e gli hanno detto che tornerà a casa, in Sicilia, con una pensione. Lui è contento, dice che ha vinto alla lotteria. Io gli ho portato le arance che mi hai mandato tu, e lui ha pianto, ma credo che fosse per le arance.

Charleroi, 30 giugno 1956. Cara Lucia, non ti preoccupare se nelle lettere ti sembro stanco. Sono stanco, ma è una stanchezza buona, di quella che si dorme bene. Mi hai chiesto se è vero quello che dicono al paese, che qui la gente muore. Non ascoltare le chiacchiere di quelle La miniera è sicura, ci sono gli ingegneri, ci sono i controlli. E poi io sto attento: ho promesso a Nicola che a Natale gli porto il trenino, e i trenini non si comprano dal cimitero.

Ti mando una fotografia che ci ha fatto un fotografo davanti al Quello a sinistra sono io, anche se sono nero come il carbone, perché era la fine del turno. Quello a destra, con il cappello, è un vecchio minatore di Pescara che si chiama Antonio e che mi ha insegnato tutto. Dice che il carbone non si scava con le braccia ma con le orecchie: bisogna sentire quando la roccia si lamenta. Io ancora non la sento, ma lui dice che imparerò.

Charleroi, 2 agosto 1956. Cara Lucia, ti scrivo in fretta, perché domani faccio il turno della notte e devo dormire. Antonio è andato in pensione, e da lunedì lavoro in un altro a Marcinelle, che dicono sia più moderno. Ho comprato il trenino. È rosso e verde, con la locomotiva che va a L'ho nascosto sotto il letto, perché qui nelle i bambini dei belgi vengono a giocare e non voglio che lo rompano prima di Natale. Abbraccia forte Nicola. Ti voglio bene, e a settembre torno per la vendemmia. Tuo Michele.

Questa fu l'ultima lettera. L'8 agosto, in una miniera di Marcinelle, scoppiò un incendio che uccise duecentosessantadue minatori, più della metà italiani. Il trenino rosso e verde arrivò in Abruzzo a ottobre, in una cassetta di legno, insieme a un orologio fermo e a un pacchetto di lettere che Lucia non aveva mai ricevuto: tutte quelle in cui Michele aveva raccontato la verità e che poi non aveva avuto il di spedire.

Comprehension check

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1. What does Michele send with his first letter?

2. How does Michele describe Salvatore's accident?

3. According to Antonio, how should coal be mined?

4. What arrived in Abruzzo in October?