Short story
Er carrettiere de Marino
Rome, 1927: an old wine-carter from the Castelli Romani, who has brought wine to the city's taverns by night with his mule for forty years, is challenged to a race by the first motor lorry on the Via Appia.
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Words to know (12)
- la botticella · small barrel
- la stanga · shaft (of a cart)
- la cappottina · folding hood
- il bracciante · farm labourer
- stordito · dazed, stunned
- quanno me batti (romanesco) · when you beat me (Roman dialect)
- a cassetta · on the driver's seat
- mo' vedemo (romanesco) · now we'll see (Roman dialect)
- forare · to puncture, get a flat
- previdente · far-sighted, provident
- anvedi (romanesco) · well, look at that! (Roman dialect)
- avemo (romanesco) · we have (Roman dialect)
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Per quarant'anni, tutte le notti, Fernando Cerroni detto Nando er Lupo partì da Marino, sui Castelli Romani, con il suo carretto a vino carico di e la mula Bersagliera tra le e scese verso Roma per la via Appia Nuova, per portare all'alba il vino nuovo alle osterie di Trastevere e di Testaccio. Il carretto aveva le ruote rosse, alte quasi quanto un uomo, e sopra il carico una specie di di pelle, ripiegabile, sotto la quale Nando dormiva per buona parte del viaggio. Tanto, diceva, la strada la conosce la mula. Ed era vero: Bersagliera si fermava da sola davanti a ogni fontanella, a ogni osteria, e davanti alla porta di una certa vedova di Capannelle, sulla quale Nando non rispondeva a domande.
Nel 1927 arrivò il camion. Era un autocarro Fiat verde, di seconda mano, comprato da un commerciante di vino di Frascati che si chiamava Ottorino Lepri e che, in paese, aveva fama di uomo moderno, cioè di uno che il vino lo vende senza averlo mai bevuto. Con il camion, Lepri portava a Roma in un viaggio il vino che i carrettieri portavano in dieci, e ci metteva un'ora e mezza invece di sei. Le osterie cominciarono a comprare da lui. I carrettieri, uno dopo l'altro, vendettero il carretto e la mula e andarono a fare i o i manovali in città.
Nando no. Diceva che il vino portato col camion arrivava sbattuto, offeso, e che il vino, come le donne, va accompagnato piano. Gli osti di Trastevere, che gli volevano bene, ridevano e continuavano a comprare da lui una ogni tanto, per affetto. Ma i soldi erano sempre meno. Una sera, all'osteria della Pace, a Marino, davanti a mezzo paese, Lepri gli disse, con l'aria di chi fa un favore, che era disposto a comprargli il carretto per farne un ricordo da mettere nel cortile. Nando lo guardò, finì il bicchiere e disse: “A Lepri, er carretto mio te lo do me batti.”
“Batterti? A che?”, chiese Lepri. Nando spiegò. Una corsa, da Marino a Porta San Giovanni, di notte, come facevano i carrettieri. Partenza insieme, a mezzanotte. Chi arrivava primo, con il carico intatto, vinceva. Se vinceva Lepri, si prendeva il carretto e la mula. Se vinceva Nando, Lepri doveva bere davanti a tutti, in piazza, un litro del suo vino portato col camion, senza fare smorfie. All'osteria scoppiò una risata generale. Lepri accettò, ridendo più forte di tutti. Era evidente che il camion avrebbe vinto. Anche Nando, a dire il vero, lo sapeva.
La notte della corsa mezza Marino scese in piazza. Il camion partì con un rombo, una nuvola di fumo nero e un applauso. Il carretto partì al passo, con Nando seduto a la pipa in bocca, e la Bersagliera che girava le orecchie avanti e indietro, perplessa. Dopo cinque minuti il camion era sparito oltre la curva. “Mo' disse Nando alla mula, e si tirò su la coperta fino al naso. Poi, come tutte le notti da quarant'anni, si addormentò.
Quello che successe dopo lo raccontarono, per anni, tutti quelli che c'erano e moltissimi che non c'erano. Il camion di Lepri, a metà della discesa, all'altezza delle Frattocchie, una gomma. Lepri, che non aveva la ruota di scorta perché era un uomo moderno ma non dovette aspettare l'alba e un meccanico. Ma non è questa la parte che raccontano. Raccontano che, mentre Lepri bestemmiava sul bordo della strada, nel buio, passò accanto a lui il carretto di Nando, al passo, senza fretta. Nando dormiva. Bersagliera no. Si fermò davanti al camion, guardò Lepri, sbuffò, e riprese la strada. Lepri giurò poi che la mula aveva riso.
Nando arrivò a Porta San Giovanni alle sei del mattino, con le intatte. Lo svegliarono gli applausi degli osti di Trastevere, che erano andati ad aspettarlo con le bandiere. Si stropicciò gli occhi, si guardò intorno e chiese, con l'aria più innocente del mondo: Ma che, vinto?” La domenica dopo, in piazza a Marino, Lepri bevve il suo litro di vino, davanti a tutti. Non fece smorfie, bisogna riconoscerglielo. Disse soltanto, finito l'ultimo bicchiere, che effettivamente sapeva un po' di gomma.
Lepri non cambiò mestiere, naturalmente: il camion era il futuro, e lui lo sapeva. Nel giro di qualche anno di carrettieri a vino, sull'Appia, non ne rimase nessuno. Nando portò il vino a Roma fino al 1931, quando la Bersagliera morì di vecchiaia, e dopo di lei non volle un'altra mula. Il carretto, con le sue ruote rosse, lo regalò a Lepri, senza che nessuno glielo chiedesse. Lepri lo mise nel cortile, come aveva detto. Ci mise anche una targa di ottone, che è ancora lì, e che dice soltanto: “Questo ha vinto.”
Comprehension check
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1. Why could Nando sleep during the journey to Rome?
2. What were the terms of the race?
3. Why did the lorry lose?
4. What is written on the plaque on the cart today?