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Short story

La confessione di zia Grazia

In a village of the Barbagia, in Sardinia, at the end of the nineteenth century, an old mother goes to confession in her son's place, to carry a sin that he will not confess himself.

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Words to know (12)
  • il pennacchio · plume
  • la tanca · enclosed pasture (Sardinia)
  • il rettore · parish priest (in Sardinia)
  • filare · to spin (wool)
  • ajò, fizu (sardo) · come on, son (Sardinian)
  • l'inimicizia · enmity, feud
  • l'ovile · sheepfold
  • la grata · grille
  • eja (sardo) · yes (Sardinian)
  • assolvere · to absolve
  • varcare · to cross (a threshold)
  • la soglia · threshold

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In quel tempo, nei villaggi della Barbagia, la giustizia degli uomini arrivava tardi e male, a cavallo, con il dei carabinieri e un interprete che traduceva dal sardo all'italiano le cose che nessuno voleva dire. L'altra giustizia, quella antica, arrivava prima, di notte, senza rumore, e non aveva bisogno di interpreti. Quando un uomo veniva trovato morto in fondo a una con un colpo di fucile alla schiena, il paese intero sapeva chi era stato, e perché, e per conto di chi. E nessuno parlava. Il silenzio era una legge più vecchia del re.

Zia Grazia Piras aveva sessantotto anni, era vedova da trenta e aveva un figlio solo, Antonio, pastore come il padre. Era una donna alta, dritta, vestita di nero dalla testa ai piedi, con il fazzoletto stretto sotto il mento e due occhi grigi che non si abbassavano davanti a nessuno, nemmeno davanti al Una sera d'autunno, mentre la lana davanti al fuoco, sentì il figlio rientrare più tardi del solito. Lo sentì posare il fucile, lavarsi le mani nel catino a lungo, molto più a lungo del necessario. Non si voltò. Disse soltanto: c'è la minestra.” Il figlio mangiò in silenzio, e lei capì tutto.

Il giorno dopo trovarono Bachisio Mele, del clan dei Mele, con cui i Piras erano in da tre generazioni per una storia di pascoli e di una sorella disonorata. Era in fondo a una con un colpo alla schiena. Vennero i carabinieri, interrogarono mezzo paese, non trovarono niente. Interrogarono anche Antonio, che rispose con calma che quella notte era e tre pastori giurarono che era vero. Zia Grazia, interrogata a sua volta, guardò il brigadiere negli occhi e disse che suo figlio era rientrato all'ora di sempre. Era la prima bugia della sua vita, e la disse senza tremare.

Ma la notte non dormì, e nemmeno quella dopo, né quella dopo ancora. Zia Grazia era una donna di fede, di quella fede dura, antica, che in Barbagia somiglia alla roccia. Sapeva che il figlio aveva commesso un peccato mortale, e sapeva che non se ne sarebbe mai confessato, perché confessarsi significava ammettere, e ammettere, per un uomo dei Piras, significava tradire. Lo vedeva uscire all'alba con le pecore, tranquillo, e pensava alla sua anima come si pensa a una casa che brucia mentre i padroni dormono.

La domenica dopo, prima della messa grande, zia Grazia entrò in chiesa ed andò a inginocchiarsi nel confessionale del don Salvatore, un prete vecchio e saggio che conosceva il paese meglio delle proprie tasche. Disse le preghiere di rito. Poi, a voce bassa ma ferma, disse: “Padre, mi accuso di aver ucciso Bachisio Mele.” Dall'altra parte della ci fu un lungo silenzio. Poi il prete, piano, le rispose: “Grazia, tu quella notte eri a casa a Lo so io e lo sa Dio.” disse lei. “Ma il peccato chi lo porta, padre, se lui non lo porta? Lo porto io. Sono sua madre. L'ho fatto io, quando l'ho messo al mondo.”

Don Salvatore restò a lungo in silenzio. Pensò a quello che dicevano i libri, che il peccato è personale, che nessuno può confessarsi al posto di un altro, che il sacramento non ammette procuratori. Pensò anche a quello che aveva visto in quarant'anni di Barbagia: madri che seppellivano figli, figli che vendicavano padri, una catena di sangue che nessun sacramento era mai riuscito a spezzare. Poi disse alla donna che non poteva da un peccato che non aveva commesso. Ma che poteva darle una penitenza, se lei la voleva, per la sua bugia ai carabinieri e per il suo dolore.

La penitenza fu questa: che zia Grazia andasse a casa dei Mele, dalla madre di Bachisio, e le portasse il pane. Nient'altro. Non parole, non scuse, non spiegazioni. Il pane. Zia Grazia uscì dal confessionale bianca come la cera. Sapeva che cosa significava. Andare a casa dei nemici, quella voleva dire esporsi alla vergogna, all'insulto, forse peggio. Voleva dire, agli occhi del paese, ammettere. Ci pensò tre giorni. Il quarto giorno impastò il pane, lo cosse nel forno di casa, lo avvolse in un panno bianco e attraversò il paese, a piedi, davanti a tutti, fino alla casa dei Mele.

Le aprì la vecchia madre di Bachisio, vestita di nero come lei, con gli stessi occhi asciutti. Si guardarono a lungo, sulla due donne della stessa età, con lo stesso lutto. Poi zia Grazia le porse il pane. La madre di Bachisio lo guardò, guardò lei, e per un istante il paese intero, che spiava dalle finestre, trattenne il fiato. Poi la vecchia prese il pane, senza una parola, e chiuse la porta. Non si dissero mai niente, in tutta la vita. Ma la catena, si racconta, si fermò lì. Antonio Piras morì di vecchiaia, nel suo letto. E ogni anno, il giorno dei morti, sulla tomba di Bachisio Mele qualcuno lasciava, avvolto in un panno bianco, un pane.

Comprehension check

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1. How did zia Grazia understand that her son had killed someone?

2. Why did she think her son would never confess?

3. What penance did the priest give her?

4. What does the ending suggest?