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Short story

I due campanili

Two villages in the Romagna countryside have competed for centuries over whose bell tower is taller; when an engineer is called in to measure them once and for all, the result threatens to ruin everything.

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Words to know (11)
  • la bassa · the lowland plain
  • il letamaio · dunghill
  • la forconata · blow with a pitchfork
  • lo sgomento · dismay
  • il mezzadro · sharecropper
  • pataca (romagnolo) · fool, idiot (Romagnolo)
  • coalizzarsi · to join forces
  • il primato · supremacy, record
  • innaffiato · watered, washed down
  • il brontolio · grumbling, rumble
  • la lapide · gravestone

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Nella Romagna, tra Lugo e Bagnacavallo, sulla stessa strada dritta che corre fra i campi di grano e i filari di vite, ci sono due paesi che si guardano da due chilometri di distanza come due galli sullo stesso Si chiamano San Patrizio di Sopra e San Patrizio di Sotto, e nessuno, né a Sopra né a Sotto, ha mai saputo spiegare perché portino lo stesso santo, dal momento che nella storia documentata non si sono mai trovati d'accordo su nient'altro. Ciascuno ha la sua chiesa, la sua piazza, la sua squadra di calcio, il suo circolo e la sua sezione di partito, scelta, si dice, in base a quella dell'altro paese, per poterla contraddire.

Ma la vera guerra, quella che dura da quattro secoli, riguarda i campanili. Ciascun paese sostiene che il proprio è il più alto. A Sopra lo dicono i vecchi, i libri della parrocchia e un affresco del Seicento in cui il campanile, effettivamente, tocca le nuvole. A Sotto lo dicono i vecchi, una mappa napoleonica e un proverbio che nessuno a Sopra ha mai voluto ripetere. Ogni generazione ha avuto i suoi episodi: campane rubate, croci segate, una partita a bocce nel 1911 finita a un matrimonio misto nel 1958 che entrambi i parroci si rifiutarono di celebrare, e che fu celebrato, alla fine, dal sindaco di Lugo, in campo neutro.

Nel 1987 il nuovo sindaco del comune, al quale appartengono entrambi i paesi, un giovane ingegnere idraulico venuto da Ravenna, ebbe un'idea che gli parve brillante e moderna: risolvere la questione una volta per tutte con la scienza. Annunciò che il Genio Civile avrebbe misurato i due campanili con strumenti di precisione, e che il risultato, certificato, sarebbe stato inciso su una targa di marmo da affiggere in entrambe le piazze. Pensava di portare la pace. I vecchi di tutti e due i paesi, sentendo la notizia al bar, si guardarono negli occhi per la prima volta da decenni, con la stessa espressione di

Fu il vecchio Tugnin, di Sopra, novantun anni, ex a esprimere il sentimento generale, battendo il bastone sul pavimento del circolo: “Mo che E dopo, di cosa parliamo?” Perché tutti, a Sopra come a Sotto, avevano capito in un istante quello che il giovane sindaco non poteva capire: che se uno dei due campanili fosse risultato più alto, la guerra sarebbe finita. E con la guerra, sarebbe finito un pezzo di vita che teneva insieme due paesi da quattrocento anni.

Per la prima volta nella storia, Sopra e Sotto si I due parroci, che non si salutavano dal 1972, si incontrarono di notte nella canonica di Sotto per stendere un piano. I presidenti delle due squadre di calcio firmarono una petizione comune. Le donne dei due paesi, che si contendevano da sempre il della piadina, organizzarono insieme una cena per i tecnici del Genio Civile, così abbondante e così di sangiovese che i tecnici, il giorno della misurazione, salirono sui campanili con un mal di testa che avrebbe abbattuto un bue.

Le misurazioni durarono due giorni. Il risultato fu consegnato al sindaco in una busta sigillata, e il sindaco convocò un'assemblea pubblica in campo neutro, nella palestra delle scuole medie, per leggerlo. Vennero tutti. Sopra a sinistra, Sotto a destra, come in chiesa, e nel corridoio centrale nessuno. Il sindaco salì sul palco, aprì la busta, si schiarì la voce. Poi lesse il foglio, impallidì, lo rilesse, si tolse gli occhiali e rimase in silenzio a lungo. La palestra trattenne il fiato. Finalmente il sindaco disse, con una voce che non era più quella di un ingegnere: “Trentotto metri e quarantadue. Tutti e due.”

Ci fu un silenzio incredulo. Poi, a poco a poco, dalle due metà della palestra salì un mormorio, che diventò un che diventò un'esplosione. Ma non era rabbia. Era sollievo. Il vecchio Tugnin si alzò in piedi e gridò che la misura era sbagliata, che il campanile di Sopra era più alto di almeno un palmo, e che i tecnici erano ubriachi. Dalla parte di Sotto qualcuno gli rispose che era vero, erano ubriachi, ma del vino di Sotto, che era più buono. In un minuto la palestra intera litigava, felicissima, come non litigava da anni.

La targa di marmo non fu mai affissa. Il giovane sindaco, si racconta, aveva capito tutto proprio sul palco, e non fece più nessuna proposta del genere fino alla fine del mandato. Molti anni dopo, ormai vecchio, confidò a un giornalista che la busta conteneva in realtà due misure diverse, e che la differenza era di undici centimetri. Si rifiutò di dire a favore di chi. Disse che era il solo segreto di Stato che avesse mai custodito, e che lo avrebbe portato nella tomba. Lo fece. Fu sepolto, per sua espressa volontà, nel cimitero che i due paesi hanno in comune, esattamente a metà strada, sotto una senza campanile.

Comprehension check

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1. What is the centuries-old "war" between the two villages about?

2. Why were the old men dismayed by the mayor's plan?

3. How did the two villages cooperate for the first time?

4. What did the mayor confess many years later?