Short story
La mosca di messer Nuccio
An original novella in the manner of the fourteenth-century Florentine storytellers, in which a penniless painter takes revenge on a miserly wool merchant by means of a fly that is not there.
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Words to know (12)
- adunque · therefore, so (archaic)
- Domeneddio · the Lord God (archaic)
- la fante · maidservant (archaic)
- commettere · to commission (archaic)
- il ponteggio · scaffolding
- la calcina · lime plaster
- siffatto · such, of this kind
- scacciare · to chase away
- la predella · altar step, platform
- strepitare · to make a racket, rant
- i Priori · the Priors, Florence's governing magistrates
- il ronzio · buzzing
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Dovete sapere, graziose donne, che nella nostra città, al tempo che il fiorino d'oro era più amato di fu un pittore chiamato Nuccio di Lapo, uomo di poca roba e di molto ingegno, il quale abitava in una casupola dietro San Lorenzo e dipingeva per le chiese santi e madonne con tanta arte, che le vecchie, passando, si facevano il segno della croce due volte, una per la Madonna e una per lui. E fu, in quel medesimo tempo, un mercante di lana chiamato Ser Bindo Mazzinghi, ricco quanto un vescovo e avaro quanto dieci, il quale, si diceva, contava la sera i chicchi del pepe nella dispensa e, trovandone uno di meno, faceva frustare la
Avvenne che Ser Bindo, avendo fatto costruire una cappella nella chiesa di Santa Croce, per assicurarsi in morte quel paradiso che in vita non aveva fatto nulla per meritare, chiamò Nuccio e gli di dipingervi la storia di San Francesco, con l'accordo di cento fiorini a lavoro finito. Nuccio vi lavorò un anno intero, con due garzoni, salendo e scendendo dai sporcandosi di e di colori, e mangiando, per risparmio, pane e cipolla. Quando la cappella fu compiuta, tutta Firenze venne a vederla, e non vi fu chi non dicesse che mai si erano veduti santi più vivi, né frati più devoti, né uccelli più veri di quelli a cui San Francesco predicava.
Ma Ser Bindo, venuto con il notaio per il pagamento, cominciò a trovare difetti. Disse che il cielo era troppo azzurro, e l'azzurro costava. Disse che i frati erano troppi, e che dodici sarebbero bastati. Disse che San Francesco aveva i piedi grandi, e i piedi grandi, si sa, non stanno bene a un santo. E concluse che per un lavoro cinquanta fiorini erano già troppi, e che li pagava per pura carità cristiana. Nuccio non rispose. Prese i cinquanta fiorini, s'inchinò fino a terra e se ne andò. Il notaio, che lo conosceva, disse poi che quell'inchino gli aveva messo paura più di una bestemmia.
Pochi giorni dopo, Nuccio tornò di nascosto nella cappella, di notte, con un pennello sottilissimo e un poco di nero, e sul naso del ritratto di Ser Bindo, che per vanità il mercante aveva voluto inginocchiato ai piedi del santo, dipinse una mosca. Una mosca piccola, nera, con le zampine e le ali trasparenti, così vera che pareva dovesse volare via da un momento all'altro. Poi se ne tornò a casa e dormì, dicono, il più bel sonno della sua vita.
La domenica seguente Ser Bindo andò alla messa grande in Santa Croce, con la moglie, i figli e tutta la casa, a godersi la sua cappella davanti alla città intera. Ma non appena vi entrò, s'accorse che la gente rideva. Guardò il ritratto, vide la mosca e, credendola vera, mandò il servo a Il servo agitò il cappello, la mosca non si mosse. Ser Bindo, adirato, salì egli stesso sulla e cominciò a batterla col guanto, e con il guanto e con la mano, e infine col bastone, davanti a tutto il popolo, che rideva tanto che il prete dovette interrompere la messa. E la mosca, com'è naturale, stava ferma.
Allora Ser Bindo capì, e mandò a chiamare Nuccio, e gli ordinò di cancellare la mosca. Nuccio rispose, con grandissima cortesia, che volentieri l'avrebbe fatto, ma che la mosca era un'opera nuova, non prevista dal contratto, e come tale andava pagata a parte. E che, considerata la difficoltà dell'arte, e il fatto che una mosca si fa con un pennello di tre peli, e che tutta Firenze già la chiamava la più bella mosca della cristianità, il prezzo per cancellarla era di cinquanta fiorini. Esattamente, aggiunse, quelli che mancavano.
Ser Bindo minacciò, ricorse ai Ma i che avevano veduto la mosca ed erano essi pure di quelli che avevano riso, risposero che in materia di pittura non avevano giurisdizione, e che il contratto era il contratto. Intanto ogni domenica la città accorreva a Santa Croce per vedere Ser Bindo con la mosca sul naso, e i bambini, quando lo incontravano per strada, gli facevano il dietro. Dopo un mese, il mercante pagò. Nuccio cancellò la mosca in un'ora, e con quei cinquanta fiorini, dicono, comprò una vigna a Fiesole, dove andò a dipingere, d'allora in poi, solo quello che gli piaceva.
E così, donne mie, si vede come l'avarizia, credendo di risparmiare, paghi sempre due volte, e come l'ingegno, anche povero, trovi sempre il modo di farsi rendere il dovuto. Si dice ancora oggi, in Santa Croce, che chi guardi con attenzione il naso di quel mercante inginocchiato veda, sotto il colore, l'ombra leggerissima di una mosca. Io non l'ho veduta. Ma ogni volta che passo di là, per prudenza, mi tocco il naso.
Comprehension check
0/4 answered
1. What did Ser Bindo agree to pay, and what did he actually pay?
2. Where did Nuccio paint the fly?
3. How much did Nuccio ask to erase the fly?
4. What is the moral the narrator draws?