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Short story

I lunedì del signor Brunner

Trieste, 1912: the diary of a governess in a wealthy merchant's household, who observes with growing irony her employer's weekly resolution to begin a new and better life every Monday.

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Words to know (11)
  • l'istitutrice · governess
  • il Levante · the Levant, the eastern Mediterranean
  • raggiante · beaming, radiant
  • i tarocchi · tarot (card game)
  • la rinascita · rebirth
  • l'oblio · oblivion
  • turbare · to disturb, trouble
  • perbene · respectable
  • la premessa · premise, precondition
  • trascrivere · to transcribe, copy down
  • trattenersi · to hold oneself back

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Trieste, domenica 7 gennaio 1912. Sono entrata da una settimana in casa Brunner, in via del Lazzaretto Vecchio, come dei due bambini, Guido ed Elsa, di otto e sei anni. La signora è gentile e distratta, i bambini educati e un po' malinconici, come tutti i bambini ricchi di questa città, che sembrano sempre in attesa di una nave che non arriva. Il signor Brunner commercia in caffè con mezzo e parla quattro lingue, tutte con lo stesso accento triestino. Stasera, a cena, ha annunciato con solennità che da domani comincerà una vita nuova.

Lunedì 8 gennaio. Il signor Brunner si è alzato alle sei, ha fatto ginnastica alla finestra aperta, con la bora che entrava a raffiche, e ha fatto colazione con un uovo sodo e un bicchiere d'acqua, rinunciando al caffè, che è pur sempre la sua merce. Ha detto ai bambini che da oggi avrebbe dedicato a loro un'ora ogni sera, per leggere insieme i classici. Ha detto alla signora che avrebbe smesso di andare al circolo. Ha detto a me che avrebbe imparato il francese come si deve, con il mio aiuto. Era Gli auguro di cuore ogni successo.

Lunedì 15 gennaio. La vita nuova del signor Brunner è durata fino a giovedì sera, quando è rientrato dal circolo alle due di notte. Venerdì ha preso il caffè. Sabato ha dimenticato i classici. Domenica sera, a cena, ha però annunciato, con la stessa solennità di sette giorni prima, che da lunedì avrebbe cominciato una vita nuova, questa volta sul serio. Stamattina, di nuovo ginnastica, uovo sodo e acqua. I bambini lo guardavano con un'espressione che non saprei definire: non era delusione, e nemmeno ironia. Era una specie di tenerezza professionale, come quella delle infermiere.

Lunedì 12 febbraio. Ho cominciato a tenere un registro, perché il fenomeno merita di essere studiato con metodo. In sei settimane il signor Brunner ha cominciato sei vite nuove. La più lunga è durata quattro giorni, la più breve un pomeriggio, interrotta da una partita a Il calendario delle sue è di una regolarità astronomica: la domenica sera il proposito, il lunedì l'entusiasmo, il mercoledì il dubbio, il giovedì la caduta, il venerdì il rimorso, il sabato Si potrebbe regolare l'orologio del Municipio su di lui.

Lunedì 4 marzo. Ho fatto una scoperta che mi Il signor Brunner non è infelice. Credevo che questo eterno ricominciare fosse il sintomo di un tormento, e mi sono persino procurata, dalla biblioteca civica, un libro di un medico viennese che si occupa di queste cose, e che la gente qui, legge di nascosto. Ma il signor Brunner, al contrario, è uno degli uomini più sereni che io abbia conosciuto. Ogni domenica sera, quando annuncia la vita nuova, gli brillano gli occhi come a un ragazzo. Credo che per lui la vita nuova non sia una meta, ma un'abitudine, come la passeggiata sul molo. Il fallimento non lo addolora: è soltanto la necessaria del lunedì seguente.

Lunedì 22 aprile. Oggi, dopo la lezione di francese, che si è svolta regolarmente perché è lunedì, ho osato fare al signor Brunner una domanda che mi bruciava da settimane. Gli ho chiesto se non si stancasse, ogni volta, di dover ricominciare. Mi ha guardata a lungo, con i suoi occhi chiari da mercante, e poi mi ha detto una cosa che fedelmente: “Signorina, chi non ricomincia mai, è perché ha già finito. Io, finché avrò una domenica sera, sarò un uomo giovane.” Poi ha acceso un sigaro, che il lunedì sarebbe vietato, e mi ha augurato buona serata.

Lunedì 10 giugno. Devo confessare, a questo diario e a nessun altro, di aver cominciato anch'io. Ieri sera, nella mia stanza, ho deciso che da oggi mi sarei alzata alle sei, avrei scritto ogni giorno, avrei smesso di mangiare i dolci della cuoca, avrei finalmente risposto alla lettera di mia madre. Stamattina mi sono alzata alle sei. Ho scritto queste righe. Ho rifiutato il dolce a colazione. La lettera è ancora qui, sul tavolo. Ho una sensazione straordinaria, che non provavo da anni: quella di essere sul punto di diventare un'altra persona. Domani vedremo.

Lunedì 17 giugno. Non ho risposto alla lettera di mia madre. Ho mangiato i dolci. Mi sono alzata alle otto. Eppure ieri sera, a cena, quando il signor Brunner ha annunciato la sua vita nuova, la trentesima secondo il mio registro, ho sentito che anche io, dentro di me, annunciavo la mia, e ho dovuto per non ridere. La signora ci ha guardati, prima lui e poi me, con quella sua aria distratta, e ha detto ai bambini di finire la minestra. Credo che lei sappia tutto da sempre. Credo che, in questa casa, la sola persona davvero adulta sia lei. Noi altri, ogni domenica sera, abbiamo diciotto anni.

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1. What does Signor Brunner announce every Sunday evening?

2. What is the "calendar of his rebirths", according to the governess?

3. What surprising discovery does the governess make about him?

4. Who, according to the governess, is the only real adult in the house?