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Short story

Il pescatore di Chioggia

Chioggia, November 1966: an old fisherman whose son wants to leave the sea for the factories of Porto Marghera takes his painted-sail boat out on the night of the great flood.

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Words to know (11)
  • il bragozzo · traditional Adriatic fishing boat
  • il blasone · coat of arms
  • rammendare · to mend, darn
  • la fondamenta · canal-side quay (Venetian)
  • lo scirocco · south-east wind
  • i murazzi · stone sea walls of the Venetian lagoon
  • la cerata · oilskin
  • la cima · rope, line (nautical)
  • la bricola · wooden channel marker in the lagoon
  • la secca · shallows, sandbank
  • ammainare · to lower, strike (sails)

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Toni Boscolo aveva sessantadue anni e un che si chiamava Santa Rosa, come sua madre, con due vele al terzo dipinte di giallo e di rosso e, in mezzo alla vela grande, un sole nero con i raggi storti. Lo aveva dipinto suo nonno, quel sole, e a Chioggia chi lo vedeva spuntare all'orizzonte sapeva subito di chi era la barca, come si riconosce un uomo dalla voce. Ogni famiglia aveva il suo segno: una luna, una croce, un cuore, una stella. Erano i di chi non aveva castelli.

Il figlio, Nane, aveva ventiquattro anni e del mare non voleva più saperne. Diceva che il pesce rendeva sempre meno, che i pescherecci a motore di Ancona e di San Benedetto avevano svuotato l'Adriatico, che a Porto Marghera, nelle fabbriche, pagavano ogni mese, con la pioggia e con il sereno, e che la sera si tornava a casa asciutti. Toni lo ascoltava senza rispondere, le reti sulla Una sera, all'osteria, gli disse soltanto, in dialetto: “Ti xe libero. Ma 'a barca no se vende.” Sei libero, ma la barca non si vende. E Nane, che si aspettava una lite, rimase quasi deluso.

All'inizio di novembre del 1966 pioveva da giorni. Lo spingeva l'acqua dentro la laguna e non la lasciava uscire, e l'alta marea faceva il resto. La mattina del 4 l'acqua salì oltre ogni ricordo. Alle dieci il Corso del Popolo era un canale; nel pomeriggio le barche ormeggiate nel canale Vena battevano contro le finestre dei primi piani. Poi arrivò la notizia che a Pellestrina, la lunga lingua di sabbia che separa la laguna dal mare aperto, i avevano ceduto in più punti e le onde stavano entrando nelle case.

Toni non disse niente a nessuno. Scese alla barca con una e una lanterna, e stava sciogliendo le quando si sentì chiamare. Era Nane, bagnato fino alle ossa. “Dove vai, pare?” Il vecchio indicò il nord, verso Pellestrina. “Co' sto tempo se resta a casa”, gridò il figlio. Con questo tempo si resta a casa. Toni alzò le spalle: “Ti, sì. Mi, no.” Tu sì. Io no. Nane rimase sulla il tempo di contare fino a dieci. Poi saltò a bordo.

Navigarono a vela e a remi per tutta la notte, dentro la laguna, che non era più una laguna ma un mare grigio e senza rive, con il vento che strappava le parole di bocca. Non c'erano più segnali, né né canali: c'era solo l'acqua, e sotto l'acqua le che Toni conosceva a memoria, come si conoscono al buio i gradini di casa propria. Verso le tre del mattino videro delle luci: erano lanterne e candele alle finestre di Pellestrina, e sui tetti c'era gente che agitava le braccia.

Fecero quattro viaggi. Caricavano dieci, dodici persone alla volta, vecchi, donne, bambini avvolti nelle coperte, un prete con un ostensorio sotto il braccio, una capra che nessuno ebbe il coraggio di lasciare. Li portavano sull'argine, dove i carabinieri avevano acceso dei fuochi, e tornavano indietro. Toni stava al timone, Nane alle vele e ai remi, e quando un'onda più grossa delle altre li investiva il vecchio gridava soltanto: “Ciapa 'a Afferra la E Nane la afferrava, senza pensare, come se lo avesse fatto per tutta la vita.

All'alba il vento cominciò a calare e l'acqua a ritirarsi. Sulla via del ritorno passarono davanti al porto di Chioggia, dove molti erano affondati agli ormeggi o erano finiti sulle con le vele strappate. Il Santa Rosa aveva perso un remo e un pezzo di bordo, ma la vela grande era intatta, e il sole nero, bagnato, sembrava più nero del solito. Sulla riva c'era gente che li aspettava. Qualcuno riconobbe il segno da lontano, e la voce corse prima di loro lungo la “Xe Toni! Xe 'a Santa Rosa!”

Nane andò lo stesso a lavorare a Porto Marghera, l'anno dopo, e ci rimase trent'anni. Ma la domenica, d'estate, usciva in laguna con il padre, e quando il padre morì non vendette la barca. La lasciò per anni in un cantiere, pagando di tasca sua, finché un museo non gliela chiese. Ora il Santa Rosa sta sotto una tettoia, con le vele e chi vuole vederle aperte deve aspettare settembre, quando le vecchie barche escono per la regata. Allora il sole nero si gonfia di vento, e qualcuno sul molo, che di questa storia non sa niente, dice che è il segno più bello di tutti.

Comprehension check

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1. What were the painted signs on the sails of the Chioggia boats?

2. How did Toni react when Nane said he wanted to work in the factories?

3. Why could Toni sail across the flooded lagoon at night?

4. What became of the Santa Rosa?