Short story
Le anime pezzentelle
Naples, the 1950s: in the vast ossuary of the Fontanelle, a widow from the Sanità district adopts an unknown skull, as women there had done for generations, and asks it for news of her son, who has emigrated to Venezuela and stopped writing.
Tap a dotted word for its meaning.
Words to know (12)
- pezzentello · poor, beggarly (Neapolitan)
- il teschio · skull
- il cranio · cranium, skull
- il tufo · tuff (volcanic stone)
- ammucchiare · to heap up
- penare · to suffer, languish
- il lumino · small votive candle
- la capuzzella · little head, skull (Neapolitan)
- 'o guaglione · the boy (Neapolitan)
- la portiera · concierge, doorkeeper
- la canottiera · vest, singlet
- compiacente · obliging, accommodating
Select any text to highlight it, or a word to translate it or save it to your flashcards.
Mia nonna, Carmela Esposito, adottò il suo nell'aprile del 1952, un martedì, perché il lunedì era il giorno delle anime e c'era troppa gente. Lo scelse in fondo alla navata dei preti, nel cimitero delle Fontanelle, la grande cava di sotto la collina di Materdei dove, dopo la peste del Seicento e il colera dell'Ottocento, erano state le ossa di migliaia di napoletani senza nome. Era un piccolo, con la fronte alta e un dente d'oro, e la nonna, prima di sceglierlo, ci pensò a lungo, come si sceglie un melone al mercato.
Bisogna spiegare, a chi non è di Napoli, che cosa significava. Le anime erano le anime dei morti poveri, quelli che nessuno ricordava e per cui nessuno pregava, e che per questo restavano a in Purgatorio più del dovuto. Le donne del quartiere ne adottavano una: sceglievano un lo pulivano, lo lucidavano, gli mettevano sotto un cuscino ricamato e sopra un tetto, una piccola casetta di legno o di marmo, e gli portavano fiori, e preghiere. In cambio l'anima, una volta arrivata in Paradiso, si sarebbe ricordata di loro. Nell'attesa poteva fare qualche grazia: una guarigione, un marito, un posto di lavoro e, nei casi più fortunati, tre numeri al lotto.
La nonna non chiedeva numeri. Chiedeva notizie. Suo figlio Gennaro, mio padre, era partito per il Venezuela nel 1950 con un contratto da muratore, e da un anno e mezzo non scriveva. Le donne del vicolo avevano già pronta la spiegazione: o era morto, o si era fatto un'altra famiglia, il che, dicevano, per una madre era quasi lo stesso. La nonna non le ascoltava. Ogni martedì scendeva alle Fontanelle con un e un fazzoletto pulito, spolverava il e gli parlava a voce bassa: mia, famme sapé addò sta chillo.” Testolina mia, fammi sapere dove sta quello là.
Dopo tre settimane l'anima rispose. Rispose, come rispondevano sempre, in sogno. La nonna sognò un giovane alto, con la pelle bruciata dal sole e un berretto da marinaio, che le disse di chiamarsi Salvatore, di essere di Torre del Greco e di essere annegato nel golfo tanti anni prima, senza che nessuno ritrovasse il corpo. Si lamentava del freddo. Aveva i piedi bagnati da cent'anni, disse, e voleva un paio di calze di lana. Poi, prima di sparire, aggiunse una cosa sola: “Nun ve preoccupate pe' 'o Sta buono. Scrive.” Non preoccupatevi per il ragazzo. Sta bene. Scrive.
La mattina dopo la nonna comprò un gomitolo di lana grigia e in una settimana fece le calze. Le portò alle Fontanelle e le mise sotto il piegate con cura, accanto al Le vicine ridevano: le calze a un morto, dicevano, Carmè, mo' sei proprio pazza. Lei non rispondeva. Il martedì successivo, al ritorno dal cimitero, trovò sul tavolo di cucina una busta azzurra con i francobolli del Venezuela. L'aveva portata il postino in mattinata e l'aveva lasciata alla che l'aveva messa lì, in bella vista, perché tutto il palazzo la vedesse.
Dentro c'erano una lettera di quattro pagine e una fotografia. Mio padre scriveva che stava bene, che aveva lavorato per un anno in un cantiere nell'interno, lontano da tutto, dove la posta non arrivava né partiva, e che ora era a Caracas e guadagnava abbastanza da mandare a casa qualche soldo ogni mese. Nella fotografia stava in piedi davanti a un palazzo in costruzione, abbronzato, in con un berretto da marinaio in testa. La nonna guardò a lungo la fotografia. Poi disse soltanto, a nessuno in particolare: “'O cappiello. Porta 'o stesso cappiello.” Ha lo stesso cappello.
Da quel giorno Salvatore di Torre del Greco diventò uno di famiglia. La nonna gli fece costruire da un falegname una casetta di legno con il tetto a punta e una piccola croce, gli portò calze nuove ogni inverno e, a Pasqua, una fetta di pastiera su un piattino, che poi mangiava lei, in piedi, nel buio della cava, perché le anime, spiegava, gradiscono il pensiero, non il dolce. Quando, nel 1969, la Curia proibì il culto delle anime giudicandolo una superstizione, e fece chiudere il cimitero, la nonna aveva settant'anni. Continuò ad andarci lo stesso, finché poté, da una porta laterale che un sacrestano lasciava socchiusa.
Io andai alle Fontanelle una volta sola, molti anni dopo, quando il cimitero fu riaperto ai visitatori. Cercai a lungo, in fondo alla navata dei preti, un con un dente d'oro. Non lo trovai. Forse qualcuno l'aveva spostato, forse il dente se l'era preso un ladro, forse la nonna lo aveva immaginato. Ma in un angolo, sotto una casetta di legno mezza marcita, c'era un mucchietto di lana grigia, che poteva essere stato, una volta, un paio di calze. Lasciai un e non chiesi niente. Quando lo raccontai a mio padre, poco prima che morisse, disse che avevo fatto bene: Salvatore, disse, per questa famiglia aveva già fatto abbastanza.
Comprehension check
0/4 answered
1. What were the "anime pezzentelle"?
2. What did Carmela ask her adopted skull for?
3. What detail in the photograph struck Carmela?
4. What did the narrator find when he visited the Fontanelle years later?