Short story
L'ultima mattanza
Favignana, 2007: the old rais of the tuna fishery leads what will be the last traditional mattanza, and must decide whether his daughter, who knows every rope of the nets, can take his place.
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Words to know (12)
- la tonnara · tuna fishery (with fixed nets)
- il tonnarota · tuna fisherman
- calare · to lower, cast (nets)
- la mattanza · the killing of tuna in the final net chamber
- affiorare · to surface
- issare · to hoist
- il rais · head of the tuna fishery
- d'altura · deep-sea
- la cialoma · work song of the tuna fishermen
- tocca a tia (siciliano) · it's your turn (Sicilian)
- quannu (siciliano) · when (Sicilian)
- la poppa · stern
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A Favignana, nelle isole Egadi, la fu per secoli il cuore di tutto. Da aprile a giugno, quando i tonni rossi passavano a branchi lungo le coste della Sicilia per andare a deporre le uova, i in mare un labirinto di reti lungo chilometri, ancorato al fondo, diviso in camere, che portava i pesci, di camera in camera, fino all'ultima, la camera della morte. Lì avveniva la le barche si disponevano in quadrato intorno alla rete, gli uomini la tiravano su a forza di braccia, cantando, e quando i tonni enormi, impazziti, li a bordo con gli arpioni. Il mare diventava rosso. Chi l'ha visto non lo dimentica.
A comandare la c'era il una parola araba che in Sicilia era rimasta per dire capo. Il decideva tutto: dove le reti, quando aprire le porte delle camere, quando cominciare la Leggeva il mare, il vento, il colore dell'acqua, il comportamento dei gabbiani. I gli obbedivano come i soldati a un generale e i fedeli a un prete. Nel 2007 il di Favignana si chiamava Gioacchino Cataldo, aveva settantadue anni e faceva quel mestiere da quaranta, come suo padre e suo nonno prima di lui. Sapeva che quella sarebbe stata l'ultima stagione: i tonni erano sempre meno, le grandi navi li catturavano in mare aperto prima che arrivassero alle coste, e la non conveniva più a nessuno.
Gioacchino aveva tre figli. I due maschi erano andati a lavorare a Trapani, uno in banca e uno in un cantiere navale. La figlia, Rosalia, trentotto anni, era rimasta. Era biologa marina, aveva studiato a Palermo e a Barcellona, e conosceva i tonni meglio di chiunque altro sull'isola, perché li aveva studiati con gli strumenti, oltre che con gli occhi. Da bambina seguiva il padre sulle barche, di nascosto, perché le donne, in portavano sfortuna. Da adulta aveva continuato a seguirlo, apertamente, e i borbottando, avevano finito per accettarla, come si accetta il vento.
Quell'anno Rosalia chiese al padre di poter guidare la Non al suo posto: al suo fianco. Voleva imparare a dare i comandi, a leggere il momento giusto, a intonare la il canto che i cantavano tirando le reti, e che soltanto il aveva il diritto di cominciare. Gioacchino non rispose. Ci pensò per tre settimane, fumando sul molo la sera, guardando il mare. I più vecchi gli dissero che una donna non si era mai vista, e che i santi non l'avrebbero permesso. I più giovani dissero che, tanto, la chiudeva, e che non importava più a nessuno.
La mattina della a fine maggio, il mare era calmo come un olio, e il cielo di un azzurro senza nuvole. Le barche uscirono all'alba, nere, grandi, con i in piedi, e si disposero in quadrato intorno alla camera della morte. Sulla barca del c'erano Gioacchino, con il cappello di paglia, e Rosalia, con un berretto blu. I turisti, sulle barche a motore, tenevano già alti i telefoni. Gioacchino guardò il mare a lungo. Poi si girò verso la figlia e le disse, in siciliano, senza alzare la voce: “Tocca a Talìa l'acqua e dicci Tocca a te. Guarda l'acqua e di' loro quando.
Rosalia guardò l'acqua. Ci vide quello che il padre le aveva insegnato a vedere fin da bambina: i riflessi d'argento che salivano dal fondo, il ribollire leggero della superficie, il nervosismo dei gabbiani che giravano sempre più bassi. Poi alzò il braccio, come aveva visto fare a suo padre cento volte, e diede l'ordine. Gli uomini cominciarono a tirare la rete. E Rosalia, con una voce che tremava appena, attaccò la “Aiamola, aiamola...” Per un attimo nessuno rispose. Poi, dalla barca di fronte, un vecchio rispose al ritornello, e un altro, e un altro ancora, finché tutto il quadrato di barche cantava insieme, tirando.
La durò un'ora. Fu una povera: i tonni erano pochi, una quarantina, e più piccoli di quelli che Gioacchino ricordava da ragazzo. Ma fu fatta bene, con ordine, senza incidenti, nel rispetto delle regole antiche, e i quando tornarono a terra, si tolsero il berretto davanti a Rosalia, uno per uno, senza dire niente. Gioacchino non l'aveva aiutata nemmeno una volta. Era rimasto seduto a per tutta la con le mani ferme sulle ginocchia, a guardare non i tonni ma sua figlia.
La di Favignana non calò più le reti, gli anni seguenti. I magazzini dello stabilimento, dove una volta si inscatolava il tonno, sono diventati un museo. Rosalia lavora lì, e spiega ai visitatori, in quattro lingue, come funzionava la perché i tonni sono diminuiti, che cosa si può fare per salvarli. Alla fine della visita, se il gruppo è piccolo e la giornata è buona, chiede ai visitatori di tirare insieme una vecchia corda, appesa a una trave, e intona la Gioacchino è morto nel 2014. In paese dicono che è stato l'ultimo di Favignana. Rosalia, quando lo sente dire, non protesta. Ma sorride.
Comprehension check
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1. What was the "camera della morte"?
2. Why was 2007 going to be the last season?
3. What did Rosalia ask her father?
4. What did Gioacchino do during the mattanza?