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Short story

La parte del diavolo

In a Sicilian town near Agrigento, a cobbler who has played the Devil in the Easter mystery play for thirty years finds that the town can no longer tell the man from the role, and asks, at last, to play someone else.

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Words to know (12)
  • sbriciolarsi · to crumble
  • la sacra rappresentazione · mystery play
  • ambito · coveted
  • la cartapesta · papier-mâché
  • sguaiato · coarse, raucous
  • risuolare · to resole
  • deludere · to disappoint
  • reggere · to hold up, bear
  • presuntuoso · presumptuous
  • la battuta · line (in a play)
  • assalire · to attack, assail
  • la fermezza · firmness

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A Sciacchitano, un paese dell'agrigentino che d'estate brucia e d'inverno si ogni Pasqua si recitava in piazza la Diavolata, come la chiamano lì: una sacra antichissima in cui la Madonna, cercando il Figlio risorto, viene ostacolata per tutto il paese da una schiera di diavoli, finché l'arcangelo Michele non li sconfigge e la Madre e il Figlio si incontrano, tra gli spari e le campane. Il capo dei diavoli, Lucifero, era la parte più e più temuta. Da trentun anni la faceva Calogero Sferrazza, calzolaio, di professione e di temperamento il più mite degli uomini.

Calogero aveva preso la parte a ventidue anni, per caso, perché il Lucifero dell'epoca si era rotto una gamba cadendo da un carro di fieno, e lui era l'unico in paese abbastanza alto da indossare il costume. Era un costume terribile: una tuta rossa, un mantello nero con le fodere di raso, una maschera di con le corna, il naso a uncino e una bocca che rideva di una risata storta. Calogero se la mise, e nel momento in cui se la mise accadde qualcosa che non avrebbe mai saputo spiegare: la sua voce cambiò, il passo cambiò, e un uomo che per timidezza non riusciva a chiedere il resto in bottega cominciò a urlare, a minacciare, a ridere in faccia alla Madonna. Il paese ne fu entusiasta.

Lo rifece l'anno dopo, e quello dopo ancora. Il suo Lucifero divenne famoso in tutta la provincia: venivano a vederlo da Agrigento, da Canicattì, perfino da Palermo. Ma, a poco a poco, il paese smise di distinguere. I bambini, quando lo incontravano per strada, si facevano il segno della croce e scappavano. Le vecchie, passando davanti alla bottega, sputavano in terra per scaramanzia. La gente gli portava le scarpe da e le lasciava sul gradino, senza entrare. Quando la sua fidanzata, Pina, lo lasciò per un ragazzo di Aragona, in paese si disse che aveva fatto bene, che con uno così non si sa mai. Quando il ragazzo di Aragona morì in un incidente, l'anno dopo, nessuno disse niente ad alta voce. Ma Calogero vide come lo guardavano.

Non si sposò. Nessuna ragazza di Sciacchitano avrebbe sposato il diavolo, per quanto calzolaio e per quanto mite. Visse solo, nella casa sopra la bottega, con un gatto nero, scelto, disse, per non nessuno. La parte non la lasciò mai, anche se avrebbe potuto, perché aveva capito una cosa che lo spaventava più di tutte le altre: che se avesse smesso di fare il diavolo in piazza, il paese avrebbe continuato a vedere il diavolo in lui, ma senza più il conforto di sapere che era soltanto una recita.

Al trentunesimo anno, a cinquantatré anni, con le ginocchia che non più le corse per i vicoli, Calogero andò dal parroco e dal comitato della festa e chiese, per la prima volta in vita sua, una cosa per sé. Chiese di fare un'altra parte. Non l'arcangelo, disse, che era una parte da giovani, e nemmeno Cristo, che sarebbe stato Uno dei personaggi muti, un apostolo, un pellegrino, uno qualsiasi tra quelli che stanno in fondo al corteo e non dicono niente. Voleva soltanto, disse, che per un anno il paese lo vedesse camminare senza maschera.

Il comitato discusse a lungo. Qualcuno disse che senza il suo Lucifero la Diavolata non sarebbe stata più la stessa, che la gente veniva per lui. Qualcun altro disse che era un capriccio. Fu il parroco, un uomo anziano e stanco che conosceva Calogero da quando gli aveva fatto la prima comunione, a decidere. Gli diede la parte di san Giovanni, l'apostolo che, nella accompagna la Madonna per tutto il paese, le sta accanto quando i diavoli la e le asciuga le lacrime. Una parte senza Calogero ringraziò e uscì senza dire altro, perché non si fidava della propria voce.

La domenica di Pasqua la piazza era piena come non mai, perché la notizia aveva fatto il giro della provincia. Il nuovo Lucifero era un ragazzo di vent'anni, bravo, rumoroso, che faceva paura ai bambini ma non alle vecchie. Accanto alla Madonna, vestito di bianco e di verde, camminava un uomo alto e un po' curvo, con i capelli grigi e il viso scoperto. All'inizio la gente rideva, indicandolo. Poi, a poco a poco, smise. Perché san Giovanni, quando i diavoli la Madonna, non scappava e non urlava: si metteva davanti a lei, con le braccia larghe, e li guardava in faccia, uno per uno, con un'espressione che nessuno, in trent'anni, aveva mai visto sul volto di Calogero. Una dolce, triste, quasi divertita. L'espressione di uno che i diavoli li conosce bene, perché ci ha vissuto dentro.

Quando, alla fine, la Madonna incontrò il Figlio e la piazza esplose in applausi, spari e campane, una bambina di sei anni sfuggì alla madre, corse da san Giovanni e gli prese la mano. Era la nipote di Pina. Calogero si chinò e la prese in braccio, e la piazza, per un momento, tacque. Poi qualcuno, in fondo, cominciò ad applaudire lui, soltanto lui, e gli altri seguirono. Calogero non fece più il diavolo. Fece san Giovanni per altri nove anni, finché visse. I bambini, adesso, quando passano davanti alla bottega, salutano. Le vecchie no: le vecchie continuano a sputare in terra. Ma Calogero, che conosce il suo paese, dice che quello, ormai, lo fanno per abitudine, e che anche le abitudini, in fondo, sono una specie di affetto.

Comprehension check

0/4 answered

1. How did Calogero get the part of Lucifer?

2. How did the town treat Calogero over the years?

3. Why hadn't he given up the role earlier?

4. What did Calogero do as Saint John when the devils attacked the Madonna?